40.Argomenti filosofici sull'origine della carie dentaria attinente lo scarso serraggio del culo - SCRITTI INUMANI DI POETA ROLANDO PETRUS

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40.
ARGOMENTI FILOSOFICI SULL’ORIGINE DELLA CARIE DENTARIA ATTINENTE LO SCARSO SERRAGGIO DEL CULO

Riassunto

Seconda analisi filosofica scritta del sonoro di YouTube

Dalle scoperte della  Psicostasìa Fisiognomica risulta che la superiorità dell’individuo è espressa dalla forma della sua bocca.
Tale superiorità è proporzionale alla stima o all’amore che l’individuo riceve dall’ambiente.
La superiorità riscontrabile su qualsiasi animale, uomo compreso, consente l’esercizio di una violenza che è proporzionale alla debolezza della sua dentatura.
La femminilità anale è finalizzata a ricevere una violenza sessuale maschile allo scopo di evitare una più pericolosa violenza fisica ambientale.
Tale violenza sessuale subìta dall’ano è tuttavia conseguenza di una condizione di inferiorità fisica che non costituisce un fattore evolutivo.
Essa va pertanto evitata aumentando le proprie risorse di superiorità fisica.
Per fare questo è necessario ridurre la violenza esercitabile con i propri denti.
Da tale riduzione derivano infatti possibilità di violenza più efficienti, che sono create dallo sviluppo dell’intelligenza dell’animale.
La riduzione della possibilità di violenza dei denti è attuata dalla loro distruzione mediante la carie.


Seconda analisi filosofica scritta del sonoro di YouTube

La superiorità posseduta dagli animali è espressa dalla loro capacità di imporre violenza all’ambiente.
Tale superiorità non è assoluta, bensì relativa alle situazioni ambientali, cosicché la capacità di violenza dell’animale può essere molto differente a seconda di quanto l’ambiente è pericoloso.
Tale differenziazione della superiorità in funzione della pericolosità ambientale è illustrata dalla forma della bocca; più precisamente dalla linea che viene determinata dalla sua chiusura.
Questa linea della bocca, a sua volta, ha una forma che varia a seconda della posizione da cui viene guardata.
A seguito di ciò, una bocca vista dal basso esprime una superiorità maggiore rispetto a ciò che la stessa bocca esprime quando è vista dall’alto.
Per fare un esempio esplicativo, consideriamo il caso di un bambino amato dai suoi genitori: egli trae da tale amore una grande sicurezza che lo fa agire nei riguardi di essi con sicurezza, con aggressività, cioè con una superiorità che egli sente di avere nei riguardi di tali genitori. La sua superiorità è tuttavia effimera, illusoria, in quanto basata sul fatto che tali genitori lo amano. Tale bambino, cioè, si fida dell’ambiente in cui vive e lo ritiene benevolo.
Ciò significa anche che, se i suoi genitori  decidessero di non amarlo come lui crede, la sua superiorità diventerebbe una inferiorità; un’inferiorità  che potrebbe fargli subire schiaffi ed altre violenze.
Queste leggi  (limpide ma complesse) sono state scoperte da una scienza da me fondata, illustrata più adeguatamente nel mio sito www.psicostasia.it
La citata capacità di violenza, legata alla superiorità, è quella che crea la differenza tra preda e predatore.
È anche quella che consente di distinguere gli animali erbivori (mucche, cavalli, pecore) dagli animali carnivori (leoni, serpenti) influendo sulle caratteristiche della loro bocca.
In senso generale, più gli animali sono inferiori, più hanno bocca grande e denti robusti.
Così vediamo la massima capacità masticatoria negli erbivori, nei ruminanti. Per contro, i carnivori hanno una capacità masticatoria minore: i loro denti servono soprattutto per bloccare la preda, per ucciderla.
Ciò vale particolarmente per i serpenti, che usano soltanto due denti per uccidere le prede iniettando veleno in esse.
L’essere umano, che è l’animale più superiore e con la capacità di violenza massima che gli deriva dall’uso delle armi, è quello che ha bocca molto piccola e denti poco potenti.
In senso sostanziale rileviamo pertanto che, la superiorità degli animali, è ciò che consente ad essi di esercitare la violenza capace di uccidere altri animali.
Rileviamo inoltre che tale capacità di violenza è generata da una dentatura minima o inesistente.
Rileviamo inoltre che, certi animali poco violenti, hanno cercato dei mezzi per sopravvivere alle possibili aggressioni di altri animali molto violenti.
Uno dei più importanti mezzi di sopravvivenza creati da tali animali poco violenti è costituito dalla sessualità.
La sessualità è, infatti, un surrogato di violenza; una particolare violenza attenuata che potesse esprimere la supremazia del superiore sull’inferiore ma, nel contempo, fosse meno cruenta: in modo da ridurre i pericoli per entrambi gli animali, in lotta per la propria sopravvivenza.
Tale sessualità doveva essere molto più piacevole di qualsiasi altra cosa, in modo da renderla preferita sia dal superiore che dall’inferiore.
Tale sessualità era finalizzata tuttavia a salvare la vita solo all’inferiore e, pertanto, era l’inferiore che doveva trarre da essa i mezzi per evolversi, per diventare più superiore: ovvero, essere capace di esercitare una violenza maggiore, e tale da renderlo predatore anziché preda.
Ora, analizziamo i denti.
Per qualsiasi animale, i  denti costituiscono uno strumento con cui impedire che, attraverso la bocca, possano penetrare nel corpo altri animali pericolosi. I denti costituiscono  uno strumento capace pertanto di uccidere, spezzettare, disgregare il nemico, fino a fargli perdere ogni identità e così progressivamente impadronirsene come alimento.
Tuttavia, costituiscono anche ciò che è creato da una incapacità dell’animale di assimilare il suo nemico nella sua interezza o individualità.
Nel senso che tale nemico (erba, arbusti, nel caso degli erbivori; corpo di altri animali nel caso di carnivori) deve essere spezzettato, frantumato, reso irriconoscibile, inferiorizzato fino a poterlo così introdurre nel proprio corpo senza che possa arrecare danno.
Vediamo infatti che i serpenti, dotati della bocca espressiva della massima superiorità tra gli animali, ingoiano le loro prede intere, senza aver bisogno di denti che le riducano a brandelli o che le sminuzzino.
Ecco pertanto che l’animale-preda, per sottrarsi al suo predatore, deve diventare più superiore: per fare questo deve privarsi dei propri denti.
Per privarsi dei propri denti, tale animale-preda attiva quei processi di distruzione dei denti che conosciamo come CARIE.
Per fare questo, egli deve giustificare al suo organismo la rinuncia ai propri denti esistenti sulla bocca.
Per ottenere tale giustificazione deve far venir meno il ruolo svolto da tali denti.
Tale ruolo è quello di impedire l’ingresso di elementi ambientali ostili, meccanicamente solidi cosicché, per rendere inutile tale ruolo, l’organismo (tubo digerente) consente l’introduzione di tali elementi ambientali ostili attraverso l’altro suo foro costituito dall’ano.
Ecco dunque come, rendendo agevole l’ingresso di tali elementi attraverso l’ano, l’organismo si ristruttura prendendo atto dell’inutilità dei denti presenti nella bocca, eliminandoli conseguentemente mediante le carie.
Tali elementi sono ovviamente costituiti da tutto ciò che assomiglia ad un pene; da tutto ciò che è in grado di generare piacere sessuale femminile.
Un piacere che, oltre a costituire una giustificazione per il proprio organismo, è volto anche a costituire la prova che l’animale-preda ha gradito la violenza sessuale impostale dall’animale predatore e che pertanto non coverà alcuna vendetta.




 
 
 

                                                                                                                                                                                                                                     
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