48.Il denaro e l'energia psichica: due cose invisibili che spiegano l'alimentazione - SCRITTI INUMANI DI POETA ROLANDO PETRUS

Vai ai contenuti

Menu principale:

 
 
 
 

48.
 IL DENARO E L’ENERGIA PSICHICA:
DUE COSE INVISIBILI CHE SPIEGANO L’ALIMENTAZIONE


Riassunto

In ogni parte del mondo, da sempre, l’uomo dialoga con spiriti, divinità, demoni: come se tali entità appartenessero ad un mondo eterno, statico e definitivo, nel quale un giorno dovessimo andarci anche noi.
Nonostante ciò, sono recentemente emersi argomenti che fanno invece pensare ad un mondo ultra-terreno in evoluzione, popolato di esseri parassiti e carnefici dell’umanità.
Alla base di tali argomenti, c’è un nuovo concetto dell’alimentazione che consente di definirla come appropriazione di energia psichica (la famosa anima).
Tuttavia, poiché l’energia psichica non è visibile si ritiene,  per questo solo motivo, che essa non esista.
Così facendo, non si considera che anche il denaro, pur essendo ciò che fa muovere l’umanità e pur apparendo concreto, in realtà è misterioso ed invisibile.
La consapevolezza di questa proprietà potrà aiutare l’umanità ad evolversi verso realtà universali ulteriori.

Le caratteristiche apparenti del cibo

A seguito di mie complesse ricerche, è emerso che l’alimentazione è un processo riguardante tutta la materia dell’Universo e non solo gli animali.
Inoltre, che esso è finalizzato all’acquisizione di una misteriosa energia, avente  le proprietà tipicamente attribuite alla psiche.
Tale energia non è un’energia termica, bensì è un’energia meccanica creante l’allontanamento reciproco tra le particelle materiali (adroni, leptoni).
Tale allontanamento è quello che risulta dalle reazioni chimiche, creanti un calore che non è da utilizzare, bensì è da disperdere; inoltre, tale allontanamento è ciò che crea le contrazioni muscolari alla base del movimento degli animali e della loro forza fisica.
Tali mie ricerche sono state illustrate nel passato con vari articoli.
Dicendo che l’alimentazione è finalizzata all’acquisizione dell’energia psichica contenuta in ciò che mangiamo, mi rendo perfettamente conto che sto dicendo una cosa apparentemente ridicola.
Infatti, chiunque, quando ha fame, non cerca di certo "un po’ di energia psichica". Quando si ha fame si cerca un profumato panino al prosciutto, un bel piatto di tagliatele al ragù, una bella bistecca appena cotta ai ferri, un bel piatto di verdure sapientemente condite, una squisita fetta di torta: "Questo sì che è cibo! Questo sì che è mangiare"! Altre ipotetiche cose, attinenti l’alimentazione e che non abbiano una materialità commestibile, nel comune modo di pensare non esistono e "non devono" esistere! L’evidenza lapalissiana dice che il cibo è solo quella materia che stimola il nostro palato, il nostro senso del gusto; quella materia che ci crea il desiderio di mangiarla! Una materia commestibile che addirittura dobbiamo mangiare per non morire. Se non mangiamo tale materia chiamata cibo il nostro organismo va in crisi, facendoci sentire appetito, o i morsi della fame, o la sofferenza angosciante di un digiuno troppo protratto.

Gente che si nutre di "niente"
In sostanza, la questione potrebbe essere posta nei seguenti termini.
L’alimentazione è basata su un qualcosa di materiale che entra nel corpo al fine di consentire il mantenimento e lo sviluppo della vita.
L’alimentazione richiede cioè un qualcosa di materiale che è comunemente chiamato CIBO.
Un cibo materiale che entra nel corpo dell’uomo, determina processi vitali, ed esce poi dal corpo dopo essere stato privato di sostanze utili alla vita di tale uomo.
Per queste ragioni, è consequenziale pensare che tutta l’attività dell’uomo derivi dal fatto che esso si è nutrito utilizzando la materialità del cibo ingerito.
Tale fatto è talmente evidente che, qualsiasi cosa contraria, non può che essere apparentemente sbagliata o assurda.
Tanto più che tale cosa contraria consiste, addirittura, nell’affermare che l’alimentazione è basata sull’assunzione di una cosa invisibile ed immateriale (l’energia psichica).
Un’affermazione significante che non servono bistecche, formaggi e verdure: per mangiare basta introdurre nel corpo Energia Psichica!
Per "salvare la faccia" potrei portare a sostegno di tale tesi balzana i documentati casi dei tanti fachiri, oppure dei famosi santi della Chiesa Cattolica. Basti citare Niklaus Von Der Flue; oppure Teresa d’Avila, oppure Theresa Neumann, oppure Madre Agnese di Langeac.
Gente che è vissuta addirittura per anni senza minimamente nutrirsi; gente in contatto con "divinità" che provvedevano alla loro nutrizione con ……"niente"!
Io dico che tale "niente" era qualcosa: appunto l’energia psichica, ovvero l’essenza primaria della vita.
Oltre a questi fatti, va inoltre considerato che alla base degli eventi materiali, evidenti, concreti, che rendono attiva l’umanità, non sempre c’è una causa o fattore materiale visibile.

Il "nutrimento" delle automobili
Significativo è il caso dell’automobile che, apparentemente, trae il suo funzionamento dall’introduzione in essa della benzina; esaminando in profondità l’argomento si può invece stabilire che l’automobile non funziona affatto per la citata causa dell’introduzione della benzina, bensì per la presenza di un motore idoneo a trasformare la benzina all’interno di essa nel modo necessario all’attuazione di un ciclo termodinamico.
Tale esempio dimostra che, guardando l’automobile, non si potrà mai vedere tale ciclo termodinamico, ma solo dedurlo mediante conoscenze scientifiche.
Tale esempio rende opportune le seguenti considerazioni.
Con grande evidenza vediamo che qualsiasi animale, per vivere, per  muoversi, per organizzarsi, deve mangiare.
La stessa società umana, in tutta la sua complessità di industrie, di trasporti, è costituita da uomini in movimento frenetico.
Un movimento che richiede termodinamicamente energia. Un’energia che è ragionevole pensare derivi dall’alimentazione: vediamo infatti che tutti gli esseri umani introducono cibo attraverso la bocca, lo trasformano chimicamente e scaricano all’esterno prodotti inutilizzabili (le feci) attraverso l’ano.
Gli esseri umani (come peraltro tutti gli animali) riproducono cioè processi che si potrebbero erroneamente definire simili ai processi termodinamici, mediante i quali nelle industrie avvengono le trasformazioni dell’energia.
Basti considerare la citata automobile. Essa è una scatola  "misteriosa" in cui viene introdotto un liquido (la benzina); a seguito di tale introduzione di benzina si genera un po’ di calore, un po’ di fumo (i gas di scarico) e un po’ di forze; nel contempo l’automobile si muove, trasporta con grande potenza uomini e cose. Se non si introducesse più tale liquido, "finirebbe la benzina" e l’automobile si fermerebbe. Fermandosi, tale automobile, cesserebbe di esistere come veicolo e diventerebbe concettualmente una "scatola ferma". Osservando macroscopicamente tale scena, appare indiscutibile che l’automobile rimane un’automobile finché funziona, finché è in grado di correre, finché trasporta persone e cose, finché….viene introdotta in essa la benzina.
Osservando in modo più attento la scena, invece, si può capire che l’energia dell’automobile non è fornita dalla benzina, intesa a sé stante. L’energia meccanica che muove l’automobile è tratta dalle trasformazioni che vengono create sulla benzina da quella "cosa", complicata e tecnologicamente delicata, chiamata "motore".
Basta infatti una piccola perdita di acqua nel circuito di raffreddamento, ed ecco che tale motore si ferma: grippato, inchiodato, distrutto.
Basta che si rompa una invisibile cinghia (interna) di gomma che collega gli "alberi a camme della distribuzione" e, anche così, il motore si ferma: con le valvole ed i pistoni rotti.
Basta una qualsiasi avaria misteriosa nell’apparato elettronico di gestione e, anche così, la macchina si ferma. Se si verificano tali guasti, l’automobile non si mette in moto nemmeno se si riempie di benzina il suo serbatoio fino all’orlo!
Questo esempio paradossale dell’automobile vuole far riflettere sul fatto che, strutture preposte a creare trasformazioni o a produrre certi risultati, a volte presentano invisibili principi di funzionamento che le rendono molto diverse da ciò che potrebbero superficialmente apparire.

Le cause misteriose delle malattie
A volte alla base del funzionamento delle cose ci sono fattori di difficile comprensione,
dimostrato dai citati guasti misteriosi che, a volte, interessano le semplicissime automobili.
Tale fatto è ancor meglio dimostrato dalle origini sconosciute della generalità delle malattie. Tale dimostrazione è fornita in modo esaustivo da qualsiasi enciclopedia medica, dove di esse viene sempre fornita una causa marginale. Per esempio, il diabete è dovuto allo scarso funzionamento delle isole di Langerhans del pancreas, ma non si sa cosa provoca tale scarso funzionamento. Il raffreddore è attribuito ad una moltitudine di tipi di virus (rhinovirus, coxsackievirus, ecovirus, adenovirus, coronavirus, eccetera) e batteri che sono combattuti con mezzi che, se tutto va bene, riescono a determinare la guarigione in sette giorni, mentre altrimenti la guarigione spontanea avrebbe richiesto una settimana…
L’origine profonda delle malattie è sempre sconosciuta ma, nonostante ciò, si accetta come sensata l’attribuzione di essa allo stress, a fattori ereditari, all’alimentazione, ai virus: cioè ad un gruppo di cause entro il quale si spera che ci sia una spiegazione indimostrabile, da poter considerare come "quella utile" per non ammettere che, di quella certa malattia, non si conosce né la causa né la cura.
Tali mie affermazioni non hanno finalità polemiche contro la Scienza Medica; esse vogliono semplicemente dimostrare che ciò che viene comunemente ritenuto un fatto certo o scientificamente dimostrato è "molte volte" solo una falsità propagandata da chi ha interesse a gestire un’umanità acquiescente. Il problema, tuttavia, non sta nel fatto di scoprire che, la causa di un male, non è quella che sembra bensì che tale causa è un’altra.
Il problema sta nel atto che la conoscenza di una ipotetica altra causa vera, apparentemente invisibile, potrebbe implicare la possibilità della guarigione di qualsiasi malattia. Per fare un paragone, è come se nel passato si fosse negata la possibilità di creare carrozze velocissime che sfruttassero il fuoco (i moderni motori a scoppio, oppure i motori a turbina, oppure i motori a razzo) per il semplice motivo che le carrozze venivano trainate solo dai cavalli!
Tornando dunque a considerare l’alimentazione, nonostante tanta evidenza pratica contraria, essa non  è affatto finalizzata alla assimilazione della materialità del cibo né, tanto meno, alla utilizzazione delle calorie che il cibo è in grado di generare.
Possibile che, da secoli, scienziati di tutto il mondo non abbiano mai capito niente? Si, è possibile. Anzi è evidente, ma chi comanda il mondo ha interesse a non farlo sapere!
Le attuali concezioni scientifiche dell’alimentazione sono completamente sbagliate.
La dimostrazione di ciò è riportata nei miei due articoli:
LA FAVOLA DELLE CALORIE ALIMENTARI
PERCHÉ LE CALORIE ALIMENTARI NON ESISTONO

presenti nel mio sito internet www.poetarolando.com

La similitudine del denaro al cibo
Dagli argomenti finora esposti risulta dunque che, il fatto che l’assorbimento di energia psichica alla base dell’alimentazione non sia qualcosa di visibile, non significa che non esiste: significa solo che non si hanno nozioni scientifiche sufficienti a dedurlo.
Tale fatto, tuttavia, è solo un prologo.
Il fatto che invece è enormemente più eloquente e che riguarda l’umanità è il seguente.
Esso si basa sulla apodittica constatazione che qualsiasi cosa si faccia (azione materiale) è sempre determinata da un corrispettivo.
Tale corrispettivo è universalmente individuabile nella moneta, nel denaro.
Con il denaro si fa tutto!
Sulla base di tale fatto vediamo che all’alba, in ogni parte del mondo, miliardi di esseri  umani si svegliano e cominciano a lavorare, a fare tutto quello che giustifica la loro vita.
Lavorano tutto il giorno e poi ritornano a casa, mangiano, dormono, per poi rifare quello che avevano fatto il giorno prima.
Perché tutta questa gente è così attiva? Per denaro, direte voi! Ma io, polemicamente dico: "Ne siete sicuri? Dove avete visto che, dopo aver lavorato tali persone hanno ricevuto del denaro?"
A sostegno delle citate dimostrazioni è utile la risposta alla seguente domanda: che cosa muove il mondo? Ovvero, perché gli esseri umani studiano, lavorano, lottano, si impegnano nel far funzionare le industrie, per rendere sempre più evoluto il mondo? Perché essi si impegnano nell’agricoltura per produrre cibo, si impegnano a far circolare autobus, treni, aerei, navi?
La risposta generica a tale domanda è che, se l’essere umano compie tali attività, è perché trae da esse vantaggi vitali.
Un’altra risposta più precisa è tuttavia la seguente: ciò che spinge gli esseri umani a lavorare ed a permanere nella società umana è sempre il DENARO.
Eppure, se si osservasse la società umana dall’alto, da lontano, come si potrebbe osservare una società di formiche frenetiche, la citata affermazione sarebbe difficile da dimostrare.
A tale obiezione si potrebbe tuttavia controbattere: "Ma perché osservare la società dall’alto, come se fosse un formicaio"? Ovvero, perché dovremmo trascurare i tanti dettagli che risulterebbero se tale società umana fosse osservata da vicino? Per rispondere a tale giusta osservazione dobbiamo ricordare quel è l’argomento in discussione.
L’argomento in discussione è l’ALIMENTAZIONE.
Riportato così in evidenza l’argomento in analisi, si può conseguentemente ricordare la tesi di fondo; e cioè, che l’alimentazione è finalizzata all’acquisizione di una invisibile energia psichica.
Ciò premesso, se si devono creare paragoni concettuali con l’Alimentazione, tali paragoni devono ovviamente essere effettuati con mezzi di indagine che siano equivalenti. Siccome dell’Alimentazione che consente la vita e determina la mobilità dell’uomo conosciamo solo i suoi aspetti grossolani (qualcosa che entra nel corpo umano dalla bocca, permane circa un giorno, e poi viene espulso), l’altro termine di paragone che deve  confrontarsi con essa (cioè la società umana, il denaro che la muove), deve essere anch’esso esaminato nei suoi aspetti grossolani, che sono appunto quelli creati da un ‘osservazione dell’attività umana da lontano: appunto come si osserva un formicaio.
Dire che dall’Alimentazione si hanno solo conoscenze grossolane (e per questo sbagliate) potrebbe apparire una affermazione "da ignoranti"; puntualizzo pertanto che studiando, ma soprattutto comprendendo, le dotte ed approfondite conoscenze scientifiche moderne, le cose ignoranti sono proprio tali "conoscenze profonde".
Invito pertanto, per ulteriori chiarimenti, a studiare i miei due citati articoli: La favola delle calorie alimentari   e   Perché le calorie alimentari non esistono.

Gente che apparentemente lavora gratis
Osservando dunque la società umana come un formicaio, vedremmo uomini che fanno le attività più varie (operai, impiegati , autisti, contadini, aviatori, marinai, giornalisti, medici, politici, preti, eccetera eccetera) e difficilmente potremmo capire che, tutti, agiscono per quella cosa chiamata Denaro.
Tale cosa, teoricamente, potrebbe addirittura non esistere.
Il denaro è infatti semplicemente un qualcosa assunto come termine di confronto del valore posseduto dalle merci, o dalle prestazioni professionali, nei rapporti tra gli esseri umani.
Per esempio, se un operario lavora un giorno, tale sua prestazione (avente un valore di circa 50 euro) equivale a 50 litri di latte; equivale anche ad un pernottamento in un albergo modesto; così pure, equivale a due pranzi al ristorante, ad un biglietto di ingresso ad un teatro, a mezzo serbatoio di benzina, a cinque chilogrammi di carne, eccetera.
Per una maggiore funzionalità, l’utilizzazione di tale concetto del confronto tra il valore delle cose (baratto) si avvale della materialità della cosiddetta moneta, cioè del denaro, delle banconote cartacee.
Il denaro diventa così un riferimento con cui stabilire, in modo preciso, il valore di tutte le cose di cui ha bisogno l’individuo (profumi e balocchi…) e con cui si valuta la sua stessa attività lavorativa (lo stipendio mensile).
Tornando al citato scenario dell’uomo-formica da osservare dall’alto in modo panoramico, ci possiamo rendere conto di un fatto. Di tutti i protagonisti del formicaio espresso dalla società umana, possiamo facilmente stabilire che tipo di lavoro svolgono, ma difficilmente possiamo capire il perché lo fanno.
Di questi uomini frenetici vediamo quello che forniscono alla società, ma difficilmente riusciamo a vedere che cosa ricevono dalla società in cambio della loro attività.
Di un operaio possiamo vedere che esce di casa, sale sull’autobus, poi entra in una fabbrica, dopo nove ore esce da tale fabbrica, riprende l’autobus, rientra a casa.
Tale operaio ha cioè fatto qualcosa per un intero giorno, ma senza ricevere la concreta materialità del famoso denaro cartaceo e metallico, che dovrebbe giustificare le sue fatiche.
A tal punto qualcuno potrebbe far rilevare che, lo stipendio mensile, tale operaio lo prende a fine mese, e mica giorno per giorno! Facciamo finta che tale osservazione sia acuta, e replichiamo dicendo: "È vero, la mitica busta-paga viene data a fine mese". Proseguiamo, pertanto, puntualizzando che tale busta-paga si chiama così perché è una "busta" di carta. Nel passato, in effetti, tale busta serviva a contenere le banconote della paga. Tuttavia, anche allora, tale busta non consentiva di vedere quanto denaro conteneva: essa poteva essere anche una busta contenente una semplice comunicazione aziendale, priva di valore monetario, con cui si porgevano cordiali saluti.
Tale uso della busta-paga come contenitore di banconote cartacee "nascoste" fu progressivamente abbandonato.
Tale "busta-paga" diventò un semplice contenitore di un pezzo di carta (chiamato assegno bancario) sul quale poteva esserci scritto qualsiasi numero. Successivamente, essa diventò il contenitore di un altro tipo di pezzo di carta: il generico foglio in cui c’era scritto l’importo che "teoricamente" l’azienda avrebbe trasferito sul conto corrente bancario del suo lavoratore.
In sostanza, dal nostro scenario dell’uomo-formica, noi non avremmo mai visto se qualcuno (operante all’interno degli uffici amministrativi dell’azienda), una volta al mese, dava banconote al lavoratore (operaio, impiegato) per le sue prestazioni lavorative.
Né avremmo mai visto il valore di tali banconote, giacché le banconote possono essere di vario taglio (esistono banconote da 5 euro come pure banconote da 500 euro).
Se poi avessimo visto ricevere dall’operaio una busta di carta, non avremmo potuto stabilire se in quella busta c’era denaro, né quanto ce ne era.
Va peraltro considerato che, quanto detto, è riferito alla condizione più favorevole per poter eventualmente vedere il famoso denaro. Quel famoso denaro cartaceo che un generico operario avrebbe dovuto ricevere, per giustificare la vita che esso aveva dedicato a quella certa fabbrica (entro cui entrava la mattina ed usciva la sera)!
"Condizione più favorevole", perché presupponeva la possibilità dell’esistenza materiale di banconote cartacee che, dalla fabbrica, dovevano passare nelle tasche dell’operaio.
Al giorno d’oggi, infatti, poter vedere il famoso denaro cartaceo che muove il mondo è assolutamente impossibile.
Si vede infatti che tutti si muovono, tutti lavorano, ma MAI NESSUNO viene visto ricevere banconote per la sua attività lavorativa.
Infatti, al giorno d’oggi il denaro è sostanzialmente espresso da diciture su generici fogli prestampati (assegni), oppure espresso da codici e numeri inaccessibili che passano da un computer ad un altro, fino a confluire in un "contenitore virtuale" chiamato Conto Corrente Bancario.
Questo esempio del denaro, dimostra chiaramente che, tutte le attività umane avvengono per acquisire un qualcosa di assolutamente immateriale ed invisibile costituito dal DENARO.
Di tale DENARO, possiamo rilevare soltanto gli effetti che esso genera: la possibilità di acquisto di cose e servizi.
Le banconote che abbiamo in tasca rivelano solo il fatto che esse ci appartengono, ma non sono assolutamente indicative di ciò che è stato fatto dall’individuo per possederle. Nel senso che non esiste la causa di esse, ma solo l’effetto. Ci sono  e basta. Tali banconote non contengono alcuna indicazione dell’attività svolta dall’individuo. Nessuno potrà mai dimostrare mediante quelle banconote che sono servite a far funzionare una industria. Nessuno potrà mai dimostrare che quel certo individuo ha fatto uno specifico e significante lavoro per ottenerle.
Per questa ragione si potrebbe teoricamente pensare che tutti gli operai e gli impiegati, che entrano ed escono dalle industrie, "lavorano senza ricevere denaro". Il denaro infatti, tali operai non vanno a prenderlo nelle fabbriche in cui lavorano. Tali operai vanno a prenderlo  in qualsiasi posto del mondo: introducono un pezzetto di plastica (la Carta di Credito, la Carta BANCOMAT) nella fessura di una parete di un palazzo, premono dei pulsanti, e da un’altra fessura escono banconote cartacee secondo un quantitativo liberamente scelto (e non direttamente collegabile ad una precedente attività lavorativa).

Il denaro come espressione di un’attività addirittura non lavorativa
Il collegamento lavoro-denaro, se venisse cercato nel modo grossolano attinente la materialità delle cose, sarebbe impossibile.
Impossibile, come il poter rilevare l’energia psichica che immettiamo nel nostro corpo.
Dell’alimentazione possiamo vedere il flusso materiale del cibo (paragonabile al movimento delle persone e delle cose che nella società umana è creato dal denaro invisibile) ma non possiamo vedere la vera essenza di tale cibo, costituita dall’energia psichica.
Come il denaro determina l’attività della società umana, così l’energia psichica determina la vitalità degli esseri umani.
Come il denaro è CONTENUTO nella materialità delle merci (il valore degli oggetti) e delle prestazioni, così l’energia psichica è CONTENUTA  nelle strutture chimiche costitutive degli alimenti; essa esprime infatti la forza distanziatrice delle particelle costitutive della massa dei corpi.
Questo fatto è molto importante perché consente di capire che, per ottenere denaro, non è necessario andare in fabbrica a faticare tutto il giorno: basta conoscere i meccanismi che regolano la sua movimentazione nella società umana. Per questo motivo vediamo l’esistenza di persone che meno faticano più diventano ricche: si pensi a chi opera nell’Alta Finanza, negli investimenti occulti.
Esempio classico: si possiede un terreno agricolo ai margini della città che, in quanto tale, non può essere edificabile e pertanto vale pochissimo. Come fare per diventare ricchi con tale terreno? Facile! Basta regalare segretamente un po’ di soldi al politico della città che ha il potere di cancellare la parola AGRICOLO da un pezzo di carta e di sostituirla con la parola EDIFICABILE .
A seguito di ciò quel terreno potrà aumentare di centinaia di volte il suo valore e così  rendere ricco il suo proprietario. Dire che costui ha ottenuto denaro perché ha svolto un lavoro, mi sembra sia una forzatura linguistica!
Tale esempio dimostra, dunque, che il denaro è un qualcosa che certe persone riescono ad ottenere senza fare alcun lavoro: quasi per magia!
Altro esempio, si pensi al famoso recente scandalo dei "DERIVATI", dove qualcuno comperava una casa scrivendo su un pezzo di carta che "avrebbe pagato centomila dollari mediante rate in 20 anni".
Questo "pezzo di carta" veniva poi venduto (come se valesse davvero centomila dollari) per fare investimenti fasulli che avrebbero fatto guadagnare duecentomila dollari mediante un altro pezzo di carta.
Pezzi di carta che passavano di mano in mano, fino a quando uno aveva in mano cinquecentomila dollari ed uno scemo finale si accorgeva di avere in mano un pezzo di carta…..igienica, perché chi aveva comperato la casa aveva smesso di pagare le rate!
Ho usato il termine "scemo finale", ma in realtà tale scemo che appare nel discorso è l’altro furbo dell’imbroglio: a comprare la citata "carta igienica" sono state infatti banche, istituzioni pubbliche (comuni, provincie, regioni). Istituzioni che sono quelle sempre nella "condizione giuridicamente corretta" di scaricare poi su milioni di cittadini le perdite ufficiali: quella condizione giuridicamente corretta che consente, invece, ai vertici di esse (i manovratori) lauti guadagni.
In altre parole, tutti ormai sappiamo che c’è stata la famosa crisi, ma non sappiamo chi l’ha veramente provocata, né chi si è arricchito ulteriormente da essa.
Sappiamo solo che tale Crisi ha determinato chiusura di fabbriche, aumento della disoccupazione, aumento della povertà di chi era povero ed aumento della ricchezza di chi era già ricco!
Tutto ciò è avvenuto ed avviene tuttora, semplicemente perché la cosiddetta Grande Finanza  (entità misteriosa come i Grandi Investitori, Le Scatole Cinesi, I Paradisi Fiscali, Le Fiduciarie, il Mercato, lo Spread, la Borsa) gestisce il Denaro mondiale con regole complesse.
Regole complesse e contorte appositamente create per essere capite solo da chi le ha fatte e le ha imposte a chi le doveva soltanto subìre.
Ma soprattutto, regole fatte per far credere che il denaro si ottiene con il lavoro, mentre in realtà ciò è vero solo per chi non ha possibilità di ottenerlo in altri modi astuti e subdoli.

Uomini messi nella impossibilità di capire
In modo sintetico, si può dire che la circolazione del denaro avviene mediante meccanismi geniali, perfetti, immutabili, dai quali i ricchi devono diventare sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. Meccanismi basati su un fatto fondamentale: l’ignoranza del popolo, delle grandi masse di individui.
Una ignoranza basata sul fatto che la vita è breve, che i problemi sono tanti, che il tempo che rimane dopo aver visto la televisione, dopo aver seguito gli avvenimenti sportivi, dopo aver partecipato ad un concerto del cantante preferito, è un tempo veramente scarso, che basta appena per dormire.
A tal punto  vorrei evidenziare che, il mio parlare del denaro, NON è un modo per condannare i ladri, i disonesti, i ricchi, i potenti.
"Chi è senza peccato scagli la prima pietra" disse Gesù che, non considerando che era circondato da bugiardi, finì sotterrato dalle pietre che gli scagliarono addosso!
Io credo poco negli onesti e nei santi: sono rarità e, come tali, sono sostanzialmente casi patologici.
Credo invece molto all’ipotesi che "l’occasione fa l’uomo ladro".
Nel senso che, si fa presto a criticare gli altri, ma la storia insegna che, quando si diventa "gli altri", si fanno le stesse cose che fanno "tali altri".
È l’uomo che è sbagliato! È l’uomo che deve diventare meno meschino aumentando il suo livello evolutivo!
In base alla Psicostasìa Fisiognomica, posso dire che vincenti non si diventa, vincenti si nasce.
Io, per esempio, sono cosciente di essere  nato perdente. Lo dimostra il fatto che il mio inno (che canto sempre con commozione ideologica) è quella canzone, che cantava mezzo secolo fa Nilla Pizzi al festival di Sanremo, le cui parole riferite ad una piccola papera dicevano: "Lo sai che i papaveri sono alti, alti, alti, e tu sei piccolina, che cosa ci vuoi far"?
Specialmente adesso, che ho settant’anni e che "ho visto cose che voi umani….", rispondo esplicitamente alla domanda retorica che viene fatta dalla canzone nel seguente modo: "Non voglio farci assolutamente niente! Mi basta guardare le margherite….purché ciò avvenga dalla parte del fiore, anziché dalla parte delle radici"!

Capire il denaro per capire la vita
Doverosamente precisato quanto sopra, faccio rispettosamente osservare che, l’esempio del denaro e del mondo della finanza, è semplicemente finalizzato a costituire un eclatante parallelo con l’alimentazione: per tre ragioni.
La prima ragione è che, nonostante sia il denaro che muove il mondo, non è materialmente visibile come tale denaro si generi, né a seguito di una prestazione, né a seguito della valutazione di un oggetto.
In merito a quest’ultimo aspetto è ben noto che uno stesso oggetto, sul quale venga semplicemente messo un marchio famoso, diventa molto più costoso; un marchio reso famoso non da oggettive qualità, ma dal semplice motivo che appaia su qualsiasi cosa visibile (una pagina di giornale, uno spot televisivo, un cappellino di un campione sportivo, eccetera). Lo scopo del marchio è infatti solo quello di rendere costoso l’oggetto, perché solo così chi lo compra può mostrarlo per far vedere di essere ricco al punto da comperare tale cosa costosa.
Infatti a tutti piace essere conosciuti come ricchi.
Lo stesso vale per le merci che si comprano al supermercato. Il loro prezzo non è oggettivo, bensì dipendente da passaggi misteriosi obbligati ai quali esse sono assoggettate; oppure, dal tipo di clientela a cui sono proposte, giacché si può dimostrare di essere ricchi proprio comperando le cose che notoriamente siano le più costose (per esempio cose che vengono da lontano…).
La seconda ragione per cui il denaro consente un parallelo con l’alimentazione è che in entrambi gli argomenti si ha una popolazione (la società umana) indottrinata con nozioni false e caotiche alle quali si deve credere perché….così dicono tutti i più grandi esperti!
La terza ragione è che, come nel caso del denaro esistono mondi economici o finanziari onnipotenti e invisibili che hanno interesse a non fare capire certe cose, così anche nel caso dell’alimentazione esistono mondi alieni  (gli Ultrauomini immateriali, gli Angeli degli UFO) che hanno interesse a non far capire che l’alimentazione è essenzialmente finalizzata all’acquisizione dell’energia psichica dell’alimento e non alla sua materialità.
Come avviene con l’arricchimento delle persone (il quale non avviene lavorando per ottenere il denaro, bensì manipolando legalmente il denaro già posseduto senza dover fare alcuna fatica), così gli Angeli si arricchiscono di energia psichica umana mediante manipolazione delle masse sociali.
Essi non hanno bisogno di mangiare gli uomini (come invece devono fare gli uomini nei riguardi degli animali da macellazione) per prelevare la loro energia psichica. Tali angeli agiscono in modo che siano gli uomini stessi a dargliela, eliminando da tali uomini la voglia di vivere inducendoli a soffrire.
Tali Angeli prelevano l’energia psichica dell’umanità manipolando con grande facilità le energie psichiche umane; energie faticosamente reperite dall’uomo mediante l’alimentazione materiale, ed elaborate mediante speranze di gioia.
Una facile manipolazione psichica attuata dagli Angeli che avviene instillando, nelle società umane, ideologie e comportamenti idonei a creare innumerevoli contrapposizioni sociali: determinatrici delle sofferenze in genere e delle guerre in particolare.

L’importanza di capire l’alimentazione
Finché la gente continuerà a contare le calorie degli alimenti, la gente non capirà mai la vera causa dei mali del mondo, delle ineluttabili sventure umane, perché crederà che l’alimentazione è un’assunzione di materia e che pertanto, eventuali Angeli, non hanno bisogno di mangiare!
So benissimo che conoscere la causa di un problema non significa risolvere tale problema.
So però, altrettanto bene, che non conoscere la causa di un problema significa che tale problema non sarà risolto di sicuro!
Dicono saggiamente i preti che: "Il miglior regalo che si può fare a Satana è negare la sua esistenza"!
Infatti, se non sono i Demoni a creare le sventure umane, l’umanità potrà continuare a cercare altrove le cause di esse, e così non trovarle mai!
Dire Demoni è un po’ come dire Angeli: sono entrambi parassiti dell’essere umano; i primi lavorano a livello artigianale, mentre i secondi fanno le cose in grande seguendo criteri di produzione industriale in "grandi serie".
Per fortuna, esistono due ragioni che fanno ritenere prossimo un intervento di una categoria di ANGELI BENEVOLI, finalizzato alla determinazione di un salto evolutivo dell’umanità verso condizioni esistenziali migliori.
La prima ragione è che la qualità delle anime umane, a seguito di una produzione intensiva, sta diminuendo e diventando nociva per la salute di tali Angeli; ciò richiede la costruzione di un’umanità più felice, ovvero "più superiore".
La seconda ragione è che, anche nel regno dei Cieli, ci sono differenti sensibilità, cosicché c’è anche una "Società Protettiva degli ……uomini" che ha bisogno di brava gente umana da coccolare!

                                                                                                                                                 
© Copyright  Poeta Rolando.   Tutti i diritti sono riservati.                                          

      

 
 
TORNA SU
Torna ai contenuti | Torna al menu