51.Le due basi dell'umanità: un potere creato dall'inferiorità ed una ricchezza creata dalle cose inutili - SCRITTI INUMANI DI POETA ROLANDO PETRUS

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51.

LE DUE BASI DELL’UMANITÁ: UN POTERE CREATO DALL’INFERIORITÁ ED UNA RICCHEZZA CREATA DALLE COSE INUTILI

Riassunto   
Mentre elaboravo il mio   libro "DOMINIO, SESSUALITÁ, AMORE, VIOLENZA, NEGLI EQUILIBRI DEL NASO E DELLA BOCCA (ora presente sull’altro mio sito www.psicostasia.it, al quale era destinato in quanto specialistico), mi sono trovato ad affrontare il tema delle ingiustizie economiche creanti, da sempre, l’enorme divario tra ricchi e poveri. Su tale tema ho pertanto esposto la mia opinione.
Tuttavia, ho poi considerato che lo scritto, su di esso sviluppato, stava coinvolgendo altri campi differenti dalla Psicostasìa Fisiognomica.
A seguito di ciò, ho ritenuto di fare una cosa opportuna pubblicandolo anche su questo sito www.poetarolando.com come "scritto inumano".
Tale scritto ha infatti una sua autonomia, che lo rende comprensibile indipendentemente dalle nozioni specialistiche esposte nel sito www.psicostasia.it

Le due chiavi del successo

Da quanto finora detto (vedasi www.psicostasia.it, pagine da 5 a 39 dello scritto DOMINIO, SESSUALITÁ, AMORE, VIOLENZA, NEGLI EQUILIBRI DEL NASO E DELLA BOCCA) è risultato che il successo sociale deriva dalla capacità di essere FORTI con i DEBOLI.
Tale capacità costituisce una fondamentale chiave del successo; essa è espressa dalla inclinazione alla destra dell’individuo della punta del suo naso.
Più precisamente, dalla inclinazione alla sua destra della linea di sommità del dorso del suo naso nelle zone poste più in basso (dove sono le narici), ovvero nella zona dell’Asse degli Ambienti dove sono posizionati gli AMBIENTI DEBOLI.
Una inclinazione a destra proporzionale all’energia interiore che l’individuo possiede per esercitare il suo dominio sugli ambienti relativi a tale inclinazione (quelli ubicati nella zona del naso in cui si ha tale inclinazione a destra).
Dalle citate pagine (da 5 a 39) è risultato pure che tale successo sociale è rafforzato da un’altra capacità dell’individuo, affine a quella sopra citata e costitutiva di una seconda chiave atta ad aprire le porte del successo sociale.
Tale ulteriore capacità è quella di essere DEBOLI con i FORTI, e che è determinata dalla inclinazione alla sinistra dell’individuo della sua zona del naso posta in alto (zona dove inizia il naso, cioè al livello degli occhi).
Tali due proprietà sono distinte, perché la prima riguarda la zona bassa del naso (cioè al livello delle narici, dove sono ubicati gli Ambienti Deboli), mentre la seconda riguarda la zona del naso posta in alto (cioè, al livello degli occhi, dove sono ubicati gli Ambienti Forti).
Così pure, non è detto che se la zona alta del naso (Ambienti Forti) sia inclinata a sinistra, non possa esistere una analoga inclinazione a sinistra anche sulla punta del naso (ambienti Deboli).
Questa proprietà è emersa dalle scoperte della Psicostasìa Fisiognomica, cioè da argomentazioni scientifiche astratte, teoriche.
Essa è tuttavia confermata dai seguenti fatti concreti.
Osservando la parte vicina agli occhi del naso degli individui alti e robusti, nel 90% dei casi la linea di sommità del loro dorso visto dal davanti, ha un’inclinazione alla loro sinistra.
Un’inclinazione attestante una disponibilità ad essere dominati, una disponibilità ad essere femmine nei riguardi di chi è molto forte, di chi è molto potente (cioè nei riguardi degli AMBIENTI FORTI).
Per contro, ed a rafforzamento della tesi, vediamo che il 90% degli individui bassi, piccoli, fisicamente deboli, nelle stesse zone alte del loro dorso nasale (ambienti forti) hanno la linea di sommità del loro dorso nasale che è inclinata alla loro destra.
Un’inclinazione, questa, attestante una predisposizione o attitudine a dominare chi è molto forte (ambienti FORTI).
Tali persone piccole, sono cioè dotate di una tendenza fisica e psicologica ad essere FORTI con i FORTI.
Ciò si traduce in attività sociali CONTRO chi ha il potere, contro chi è forte; ovvero, si traduce in situazioni di vita difficili, in loro sconfitte sociali.
Per una legge di natura, si hanno cioè reazioni che sono finalizzate ad un equilibrio.
Nel senso che, chi ha il vantaggio di essere forte (i piccoli di statura) ha lo svantaggio di trovarsi a combattere sempre con i forti; chi ha lo svantaggio di essere debole (persone alte e grosse) ha come compensazione il vantaggio di trovarsi a combattere sempre con i deboli.
Tale concetto di "forza dell’individuo" è quello legato alla sua energia di dominio (attivo oppure passivo, in eccesso oppure mancante) espressa dalla linea del Dominio (SESSUALITÁ) presente sulla sommità del dorso nasale visto dal davanti.
Esiste tuttavia un altro aspetto della personalità dell’individuo che consente di definirla in termini di FORZA.
Tale aspetto è quello della capacità di violenza; una capacità definibile come "intima sensazione" di una superiorità per il cui ottenimento l’individuo è disponibile ad estrinsecare violenza.
Tale aspetto è quello illustrato dalla forma della bocca. Più precisamente, dalla linea trasversale che risulta dalla congiunzione o contatto tra i due labbri superiore ed inferiore.
La bocca socchiusa e sorridente (quella con cui, tutte le "donnine" che vogliono piacere, fanno credere di essere innocue bamboline sessuali) sta, appunto, a dimostrare la condizione di una violenza non sintetizzata dal serraggio delle labbra.
Tale bocca socchiusa aperta sta infatti ad indicare una provvisoria, apparente, assenza di violenza; ovvero, una decisione di estrinsecare violenza che non è stata ancora presa.
In ogni caso, si ha sempre che la linea della bocca, creata dal contatto di chiusura dei due labbri, esprime la esplicita violenza dell’individuo. Una violenza che è attiva quando è determinata da uno stato di intima superiorità e, per contro, una violenza che è passiva quando è determinata da uno stato di intima inferiorità.
Queste proprietà, espresse dalla forma della bocca dell’individuo, hanno evidentemente anch’esse un importante ruolo nella valutazione di ciò che è la FORZA di un individuo.
Nel senso che, un individuo con INFERIORITÁ nella zona centrale della bocca (dove sono ubicati gli ambienti forti) è evidentemente un individuo DEBOLE CON I FORTI, mentre un individuo con SUPERIORITÁ nella stessa zona centrale della bocca è evidentemente un individuo FORTE CON I FORTI: nel senso che costui trova in sé l’energia di aggredire fisicamente, violentemente, le persone che rappresentano tali situazioni ambientali forti.
Ebbene, per la citata legge dell’equilibrio universale, tali individui DEBOLI CON I FORTI, sono quasi sempre individui alti, forti e comunque socialmente importanti e/o potenti (in senso politico, in senso economico, in senso sociale).
Con la forza derivante dall’imponenza del loro corpo e dalla rilevanza della loro posizione sociale, essi creano attorno a sé ambienti deboli in cui poter far sparire la loro intrinseca debolezza.
Tale equilibrio universale consiste, dunque, nella creazione di situazioni ambientali che consentano all’individuo di vivere, di vincere, di rafforzare la propria vita, di crearsi situazioni future in cui perpetuare la sua vita mediante le necessarie vittorie giustificative.
Queste proprietà evidenziate dalla Psicostasìa Fisiognomica non derivano da una concezione settaria, bensì da una struttura scientifica che trova riscontri in ogni aspetto dell’universo.
Si tratta di proprietà che a qualsiasi esame, anche di minima intelligenza, risultano sempre logiche. Esse si basano infatti sul postulato che la vita, se c’è, è perché deve essere vissuta; pertanto, se la vita deve essere vissuta, essa deve superare gli ostacoli che si oppongono ad essa creandosi situazioni sempre più facili.
È quindi estremamente logico che, se una persona si trova in condizioni di inferiorità che gli creano dolore esistenziale, essa tenda a superare o ad evitare tali condizioni, proporzionalmente alla sua volontà di vivere.

Il grande pregio dell’inutilità

Peraltro, questa citata proprietà (che ad un esame superficiale potrebbe risultare sorprendente) trae confermata la sua connotazione universale da un altro aspetto; un aspetto che regola il funzionamento della nostra società umana e che è di seguito illustrato.
Nella nostra società umana, il successo (acquisizione di potere) non è acquisito solo dai DEBOLI perché è solo la loro debolezza che fa, ad essi, ricevere le benevolenze interessate dei forti. Nella nostra società umana il successo, la ricchezza, il potere, sono conferiti anche secondo criteri di proporzionalità all’INUTILE.
Più una cosa è superflua, non indispensabile, inutile, più essa ha valore economico, più essa è importante!
È logico che sia così?
Per rispondere a questa domanda è innanzi tutto necessario definire cosa si intende per "inutile".
Per esempio, cosa è un "soprammobile"? Secondo un dizionario, è un piccolo oggetto collocato sopra un mobile con finalità decorative.
Teoricamente si potrebbe dire che serve per decorare, ma si deve ben considerare che la decorazione è l’ultimo intervento che viene fatto sulle cose: prima è necessario costruire tali cose e poi, se avanza tempo e denaro, le si rende più belle.
In tal senso il citato soprammobile è considerato una cosa inutile.
Infatti, esso non è una sedia per sedersi, non è un fornello per cuocere, non è un aspirapolvere per pulire meglio.
Esso è solo un qualcosa finalizzato ad esprimere il fatto che, i padroni di casa, sono ricchi al punto di comperare una cosa che non serve sostanzialmente a niente: evidenziando con ciò la disponibilità di tempo da parte di chi espone detto soprammobile.
Una cosa che, peraltro, richiede di essere periodicamente spolverata.
In sostanza, il possesso del soprammobile è solo un modo per esibire una ricchezza. Un modo analogo a quello di riempire la casa di tappeti su cui si potrebbe inciampare se si camminasse con la fretta tipica dei poveri, e su cui ci si può permettere anche di perdere tempo per togliere la polvere e la sporcizia che in essi si annidano. Un modo di esibire ricchezza analogo a quello di appendere alle pareti di casa costosi quadri. Un modo di esibire ricchezza analogo a quello di ornare il proprio corpo con anelli, con braccialetti, con collane. Tutte cose inutili che si cerca di giustificare con una loro utile funzione estetica.
Ma, anche dicendo estetica, non si cita certo un qualcosa di necessario o indispensabile.
La necessità estetica è solo un’imposizione che nasce dalla fragilità psicologica di individui condizionati dal bisogno di amore ambientale, dalle loro necessità di apparire ricchi o dotati di cultura, di sensibilità (la delicatezza dei modi melliflui con cui vengono tipicamente indicati i ricchi, implicando con la loro assenza di forza fisica il fatto che essi non sono dediti ad attività faticose).
Tale necessità estetica è la stessa necessità per cui si comperano abiti con un marchio famoso. Infatti, tali abiti sono ostentati perché essi costano più di abiti che, seppure uguali, sono privi dell’etichetta del marchio famoso attestante l’elevato costo, e quindi la ricchezza di chi ha sostenuto tale costo.
Inoltre, è la stessa necessità per cui si comperano quadri insignificanti a prezzi di migliaia di euro solo perché sono di un certo artista famoso (?).
Un artista qualsiasi che qualche critico d’arte (!) ha ritenuto, per i propri interessi, di rendere famoso e "quotato".
L’automobile è un veicolo che può avere una sua importanza e utilità, ma essa ha un valore che potrebbe essere migliaia di volte inferiore a quello di tanti quadri o sculture moderne, assolutamente inutili ma consacrate dagli "esperti".

I settori Primario, Secondario, Terziario
I precedenti esempi sono forniti per sostenere la citata tesi, secondo la quale le cose hanno un valore proporzionale alla loro inutilità.
Ciò vale anche per la vita delle persone. Nel senso che il tempo di vita delle persone ha un prezzo che è proporzionale alla inutilità dell’attività da esse svolta.
Più tale attività è parassitaria, più è retribuita.
Più tale attività è importante meno è retribuita.
Più gli individui sono utili alla società umana, più tempo della loro vita dedicano a fare cose importanti, meno tale loro tempo viene pagato.
Per contro, esistono personaggi speculatori del mondo della finanza che spostano soldi premendo il bottone di un computer o dicendo alla loro segretaria di farlo: in un attimo, tali persone possono guadagnare più di quello che potrebbero guadagnare mille operai lavorando per un anno.
Si pensi, poi, agli stipendi dei politici; si pensi agli stipendi di quei super-manager aventi la funzione di "arricchirsi" e di dare la colpa degli eventuali insuccessi della azienda da essi diretta sempre ad altri e ad altro.
In modo conciso, tale bislacca proprietà dell’universo emerge dalla tipica classificazione economica o sociologica dell’attività umana.
Tale classificazione stabilisce l’esistenza di tre settori fondamentali: il settore PRIMARIO comprendente, come dice la parola stessa, le attività indispensabili all’uomo, cioè quelle da cui deriva la sua possibilità di nutrirsi.
Tale settore primario è dunque quello dell’Agricoltura (relativa alla produzione di cibo vegetale) e anche quello della Zootecnica (relativa alla produzione di cibo animale).
Esiste poi un secondo settore, detto appunto Secondario, che è il settore dell’Industria.
Quel settore in cui gli esseri umani, DOPO AVER MANGIATO, lavorano per produrre le cose necessarie allo sviluppo ed al benessere dell’umanità: vestiti, case, automobili, macchinari che trasformino utilmente materiali da costruzione, eccetera.
Qualsiasi oggetto indispensabile, che usiamo per rendere agevole la nostra vita, che usiamo per lavorare, rientra in quelli costruiti da tale seconda categoria (attività industriale).
Esiste poi il terzo settore (detto Terziario) in cui rientrano le attività umane dei Servizi. Tali attività sono quelle volte, teoricamente, a facilitare o guidare le attività dei settori Secondario e Primario.
In pratica si ha quanto segue. Il settore secondario non esisterebbe se non esistesse il settore primario che provvede alla nutrizione; il settore terziario non esisterebbe se non esistesse il settore secondario che produce la ricchezza, cioè cose tecnologiche e complesse da poter vendere per ricavare il denaro di cui esso settore terziario usufruisce.
Pertanto, il settore terziario è quello più dipendente, meno indispensabile, ma anche quello più ricco, rientrando in esso la politica e la finanza.
"Meno indispensabile" nel senso che, se non ci fossero le società di servizi che trasportano (con autobus e treni) le persone dei settori primario e secondario, tali persone potrebbero comunque spostarsi autonomamente con la propria automobile, con la propria bicicletta, o a piedi.
Similmente, se non ci fossero gli spettacoli fatti da attori, musicisti e cantanti, le persone potrebbero suonare e cantare anche da sole ed in gruppetti liberi e, comunque, semplicemente fare a meno di tali attori, musicisti e cantanti.
Così pure, altro campo, se non ci fossero i negozi in cui comperare la merce, tale merce potrebbe essere acquistata da persone che la scambiano a titolo personale (baratto) e comunque ridurre i passaggi dell’intermediazione.
È indiscutibile che il Terziario, con la sua organizzazione razionale, costituisca un elemento importante della nostra società per renderla funzionale ed efficiente: basti considerare i disagi creati dagli scioperi di settore.
Tuttavia, con quanto precedentemente affermato, si vuole evidenziare la citata differenziazione dei tre settori in termini di importanza fondamentale, dai quali "uno dipende dall’altro, mentre l’altro non dipende dall’uno".
Un contadino può vivere da ciò che coltiva e alleva.
Un operaio invece, non può vivere se non ha chi produce per lui il cibo necessario alla sua alimentazione, ma può vivere senza musica, senza quadri alle pareti, senza andare alla partita di pallone, senza la necessità di qualcuno che gli organizzi le vacanze.
Certo, senza queste cose la sua vita sarebbe più scomoda, ma egli vivrebbe come si viveva nei secoli passati, quando tali "servizi" non erano a sua disposizione.
Ribadisco dunque che, se tale strutturazione a tre settori della società umana esiste, è perché da essa derivano dei vantaggi per tutti.
Con quanto sopra detto intendo pertanto dire semplicemente che, tra i tre citati settori Primario, Secondario e Terziario, c’è comunque almeno una minima differenza della loro importanza; ritengo infatti indiscutibile che, se non esistesse il cibo creato dall’Agricoltura e dalla Zootecnica, non potrebbero esistere gli altri due settori.

Una sorprendente giustificazione delle ingiustizie umane
Consolidato dunque tale concetto, ci si può soffermare sul differente valore che viene dato alla vita di chi opera in tali tre settori.
In senso generale si può così dire, con innegabile evidenza, che la paga di un contadino è molto più bassa di chi lavora nell’industria; inoltre si può dire che, chi lavora nell’industria, ha generalmente una paga molto più bassa di chi è nel settore dello sport e dello spettacolo (servizi di intrattenimento), oppure di chi è nel campo dei professionisti della consulenza.
Basti considerare le smisurate ricchezze dei politici, dei campioni dello sport, dei cantanti e degli attori, nonché le smisurate ricchezze di certi artisti, architetti, avvocati, commercialisti.
Tutta gente utile, ma non indispensabile; ma soprattutto gente pagata troppo.
Ecco: ciò che rende bislacca la citata legge universale è proprio l’ECCESSO delle sue disposizioni.
Va dunque indagato il perché di tanta esagerazione; un perché sicuramente motivato, ma che probabilmente va corretto leggermente. Esistono infatti privilegi che vengono conferiti da chi è privilegiato perché aveva ricevuto il privilegio (la casta….).
D’altronde, tutta l’evoluzione di qualsiasi cosa, sia naturale che industriale, procede sulla base di perfezionamenti, sulla base di modifiche effettuate su ciò che era presente.
Tutte le strade sono da considerare utili per il fatto stesso che qualcuno le ha fatte, ma ciò non toglie che certe strade siano fatte male o che servano a poco.
In altre parole, va esaminato se, alla base di un certo fatto, ci sia da ipotizzare un fattore naturale, oppure se ci sia da ipotizzare fattori esterni.
Per esempio, nel Medio Evo, quando la Chiesa Cattolica aveva un grande potere politico, lo studio astronomico difficilmente poteva giungere a pensare ad un sistema solare eliocentrico.
Tutti dovevano pensare che la Terra era ferma e che l’universo girava attorno ad essa, perché secondo tale Chiesa Cattolica la Terra era stata creata da Dio per l’uomo, il quale era la cosa più importante dell’Universo.
Le cose cambiarono quando, fuori dal potere della chiesa, Copernico (Nikolaj Kopernik) poté permettersi di pensare liberamente. Ciò gli fu possibile semplicemente perché tenne segrete le sue scoperte. La sua opera "De revolutionibus orbium coelestium" fu infatti pubblicata dopo la sua morte!
Così è per tanti altri aspetti del mondo in cui viviamo.
Per esempio, consideriamo il mondo vegetale che, nonostante le differenze, è comunque fatto di entità biologiche, che sono dunque esseri viventi. Essendo viventi, le piante hanno dunque anch’esse una percezione della realtà che consente ad esse di confrontarsi attivamente e di superare un ambiente ostile per tutelare e perpetuare la propria vita.
Riferendoci a tale mondo vegetale, constatiamo che i tipi di piante alimentari sono tanti, ma pochissimi tipi esistono in quantità sproporzionata. Ciò suscita una domanda: "Come mai, nel mondo, esiste una stragrande quantità di piante di mais (600 milioni di tonnellate di produzione annua), di riso (600 milioni di tonnellate), di grano (600 milioni di tonnellate), di soia (170 milioni di tonnellate), di sorgo (60 milioni di tonnellate)?
È forse perché tali piante sono le più forti e sono quindi riuscite ad eliminare altre piante concorrenti, oppure c’è "qualcuno" che, per propri interessi, ha "aiutato" tali piante a diffondersi così preponderatamente sulle altre?
Ma soprattutto, perché? Le risposte sono facili: il citato "qualcuno" è l’essere umano; il perché favorisca la diffusione solo di alcune piante è perché, tali piante prescelte, sono quelle più utili alla sua alimentazione.
Queste risposte facili, esaminate da un "invasato" come me, possono costituire folgoranti illuminazioni per fornire giustificazioni sulle cause delle ingiustizie umane.
Nel senso che potrebbero spiegare la esagerata importanza che viene attribuita alle attività svolte da certe categorie professionali (i politici, i religiosi, gli sportivi, gli attori, i cantanti, eccetera).
Potrebbero spiegare, cioè, il perché la società umana si è strutturata per aumentare la ricchezza dei ricchi e per aumentare la povertà dei poveri.
Una strutturazione sociale diffusa in tutto il mondo ed antica di millenni, da sempre imposta come giusta (con o senza vaselina……..) dalla violenza incontrastabile delle leggi dei faraoni, degli imperatori, degli zar, dei re, dello Stato.
Le citate illuminazioni confermano quello che, tanti altri fatti, già inducono a pensare. Fatti, che io ho il compito (in quanto Messia) di evidenziare.

Repetita iuvant        
(traduzione dal latino: "Le cose ripetute possono giovare")
Ripeto pertanto la mia "versione dei fatti", fastidiosa quanto necessaria.
Oltre il gradino evolutivo costituito dall’essere umano, c’è un ulteriore gradino evolutivo della materia costituito da esseri quasi divini (gli Angeli), invisibili, i quali si cibano dell’energia psichica umana (o anima).
Poiché tale energia è (per sue intrinseche proprietà naturali) creata e trattenuta all’interno del corpo umano proporzionalmente alla volontà di vivere, tali Angeli hanno la necessità che, periodicamente, l’uomo riduca o annulli tale sua volontà di vivere.
Poiché la vita sussiste solo in presenza di una condizione di gioia o benessere che possa essere considerata protraibile nel futuro, è sufficiente eliminare tale condizione esistenziale per far staccare, dalla materialità del corpo umano, tale sua energia psichica.
A tale scopo è sufficiente creargli condizioni di vita dolorose: sia mediante le ferite dello spirito, sia mediante le ferite del corpo.
Le ferite dello spirito vengono create all’uomo facendogli basare la sua sicurezza esistenziale sulla benevolenza ambientale; è infatti sufficiente privare l’essere umano dell’amore o della stima delle persone insieme a cui vive per farlo precipitare nella sofferenza: per fargli rifiutare ogni voglia di vivere e, così, farlo ammalare e morire di dispiacere: a tale scopo sono state create "splendide" regole sociali.
Le ferite del corpo sono quelle che vengono causate dalle armi individuali e quelle che vengono causate dalle guerre: mattanze paragonabili alle macellazioni industriali ed alla mietitura delle coltivazioni intensive in grandi estensioni territoriali.
Diventa a tal punto evidente che, se la società umana fosse regolata da leggi giuste, non vi sarebbe più alcuna sofferenza sociale né alcuna guerra.
Ma ciò nuocerebbe agli interessi degli Angeli (intesi qui in senso generale), giacché dovrebbero mettersi forzatamente a dieta (avete mai visto dipinto, sui tanti quadri delle chiese, un Angelo che non fosse paffutello e bene "in carne"?). Purtroppo per noi, la dieta dimagrante non si addice ad essi…….
Alla luce di quanto finora detto (ma anche da quanto si può concretamente vedere dalle tragedie umane che da sempre affliggono il mondo) non si può certo dire che l’umanità si trovi in una bella situazione.
Tuttavia, e qui gioca un ruolo importante il sottoscritto sedicente Messia (sedicente, perché se aspetto che lo dica qualcun altro, si fa notte….!), esiste qualcosa che fa sperare in bene.
Tale qualcosa lo possiamo dedurre come possibile, osservando ciò che avviene nel rapporto tra l’essere umano e gli animali.
Nonostante questi ultimi possano tutti essere facilmente uccisi dalla enorme superiorità che l’uomo ha nei loro riguardi, e tutti potrebbero diventare cibo per gli umani (dipendendo ciò solo dai gusti alimentari di tali umani), di fatto vediamo che ciò non avviene. Di fatto avviene che certe specie animali vengono addirittura protette, viziate, coccolate, nei grandi appositi parchi ad uso dei turisti e dei documentaristi.
Altre specie animali vengono addirittura amate più che se fossero esseri umani: si pensi ai cani, ai gatti, ai criceti, ai cavalli, ai vari animali da compagnia affettiva.
Altre specie animali hanno invece la sfortuna di avere carni buone, abbondanti, saporite; hanno la sfortuna di essere docili, di crescere e moltiplicarsi facilmente ed allora, per questi animali sfortunati (polli, maiali, mucche, pecore) non ci sono grandi prospettive di giungere all’età della pensione, né di fare carriera….
Visto tutto ciò, e considerando altri fatti, ritengo che, per una notevole parte dell’umanità, esista la possibilità di essere amata e protetta da una certa categoria di Angeli (l’equivalente angelico della Società Protettrice degli Animali), e perfino fatta evolvere al punto di diventare ….Angelica!  
Tale mia convinzione deriva dall’esame della mia vita "strana", che ha determinato il concepimento della Psicostasìa Fisiognomica. Una scienza capace di rendere l’uomo più superiore, fino a teoricamente consentirgli un passaggio alle ulteriori realtà ultra dimensionali dell’Universo angelico. Peccato che nel frattempo io abbia raggiunto un’età inadeguata all’attività sportiva del "salto in alto"! Comunque, considerando che gli Angeli mi hanno detto "o così, oppure così, una delle cinque…scegli!", ho "scelto" di continuare a fare ciò che non posso smettere di fare….

Il grande valore delle cose inutili
Per questo hanno mandato me ad illustrare la Psicostasìa Fisiognomica, necessaria per rendere l’uomo più superiore, onde poter poi fargli compiere il passaggio alle ulteriori realtà materiali angeliche.
Da quanto finora detto, è risultato che nella società umana i DEBOLI sono VINCENTI, ed i FORTI sono PERDENTI, per intrinseche leggi universali.
Da quanto finora detto è emerso che più le attività umane sono superflue, facili, inutili, parassitarie, più esse sono remunerate: attività politiche, attività sportive, attività di attori, di cantanti, di ballerini, di artisti, di letterati, di poeti, di musicisti, di giornalisti, di avvocati, di commercialisti, di consulenti finanziari, eccetera.
Lo stesso vale per le cose; più esse sono importanti meno costano. L’acqua, che è la cosa fondamentale per l’uomo, esce dai rubinetti degli acquedotti urbani a prezzi irrisori: un metro cubo d’acqua (cioè mille litri di acqua) costa meno di una decina di euro.
Anche i comuni alimenti costano pochissimo: un chilogrammo di pane costa un paio di euro, un chilogrammo di mele costa un euro, un chilogrammo di carne costa una decina di euro, un litro di olio di oliva extra-vergine costa circa cinque euro.
Di tale ordine di grandezza sono anche i prezzi di tutti gli altri alimenti. Quando si vedono prezzi alti, è perché tali sostanze non sono indispensabili all’alimentazione, ovvero sono cose superflue, di lusso: zafferano, spezie in genere, caffè, the.
In ogni caso stiamo parlando di cose importanti che, come costi, non sono minimamente paragonabili ai costi delle cose inutili.
Per esempio, consideriamo l’oro: per comperare un chilogrammo di oro sono necessari cinquantamila euro! L’oro cioè, che non è minimamente necessario per vivere, costa cinquantamila volte più del pane, della frutta, cinquemila volte più della carne! Se poi, a tale oro si conferisce la forma di un anello, di un bracciale, di un orecchino, di una collana (tutte cose ancora più inutili, come dimostrato che il valore aggiunto da tali elaborazioni auree generalmente non viene riconosciuto da chi dovesse comperare tale "gioiello usato"), allora il valore di tale oggetto così conformato (a parità di peso) potrebbe raddoppiare, triplicare, quadruplicare e anche di più!
Chiarito quanto sopra e rientrando nel filo del discorso precedente si ha, dunque, che più si svolgono attività parassitarie, inutili, stupide, sbagliate, facili, più si diventa "ricchi e famosi".
Più le cose sono inutili, più sono costose: ciò potrebbe apparire un utile deterrente per orientare le scelte umane verso le cose importanti; in realtà avviene il contrario. Infatti, le lotte sociali, le ingiustizie, l’avidità, l’egoismo, la cattiveria sono sempre derivanti dall’esigenza umana di acquisire tali cose inutili!
Cose che devono servire solo per dire: "Io posso permettermi di buttare via i soldi, mentre tu non sei in grado di poterlo fare e pertanto tu sei un inferiore"!
È questo un fatto che, nonostante possa apparire assurdo, esso deriva da leggi universali e, pertanto, indiscutibilmente funzionali. Resta tuttavia la domanda: "Funzionali a cosa"?
Capire il fatto che siano giuste "sembra facile, ma non è difficile" (come diceva un comico sardo)!
Basta considerare la seguente legge fondamentale dell’esistenza.
In un film comico di Franchi-Ingrassia un avvocato difensore si rivolse al giudice dicendo: "Vostro onore, sarò breve! Sin dai tempi di Adamo ed Eva…..". La comicità stava nella "stupidaggine" che non è possibile essere brevi se si comincia la difesa esponendo tutta la storia dell’umanità….
Immedesimandomi in tale avvocato difensore, inizio anch’io il mio discorso da lontano, ponendo una domanda: "Sapete su cosa è basato l’umorismo"? Ovvero, sapete perché le barzellette fanno ridere"? Se non lo sapete, ve lo dico io.
Quando è che l’individuo ride ed è felice? Quando egli sta bene.
Chi sta male?  Chi è in una condizione di inferiorità o precarietà che rende brutta la sua vita e gli fa vedere un futuro difficile.
Ciò significa che la gioia dell’individuo dipende dalla sofferenza dell’ambiente? Si, perché più l’ambiente è in difficoltà più l’individuo potrà superarlo, vincerlo.
"Mors tua, vita mea", dicevano i latini!
Da questi fatti si ha dunque che, l’individuo, valuta la sua condizione di vita rispetto alla vita degli altri individui che lo attorniano.
Da ciò nasce il dolore creato dalla sua invidia verso tutti coloro che sono ricchi, belli, potenti, felici, intelligenti. Costoro rappresentano infatti un Ambiente dotato della capacità di rendere l’individuo, inferiore, perdente, qualora egli dovesse confrontarsi con tale suo ambiente di riferimento.
Consegue da ciò che, quando l’individuo vede in un film una scena in cui c’è uno sfortunato, uno scemo, un ignorante, un perdente (oppure quando il ricordo di una barzelletta evoca tali proprietà ambientali), egli è felice, ride!
Egli appura infatti che c’è qualcuno che sta peggio di lui!
Ridendo, egli attesta una condizione di felicità, una condizione giustificante una sua volontà di vivere.
Una sua fiducia nel futuro da cui, il suo organismo, potrà trovare le risorse necessarie a difendere e protrarre un traguardo di benessere: quel traguardo di benessere acquisito ed attestato dalla sua conquista della gioia, connessa alla sua risata.
Ma soprattutto, da cui il suo organismo potrà trovare ragioni per riposarsi, per sospendere la propria attività, perché "Il traguardo della gioia tanto desiderato è stato finalmente raggiunto"!
La risata ne è la dimostrazione!
Il benessere spinge l’individuo all’ozio, alla calma, al dolce far niente; spinge l’individuo a sdraiarsi, a non dover più pensare a come risolvere problemi……
Ecco, la parola "problemi" ci dice che siamo arrivati dove dovevamo arrivare.
Dai miei studi sulle origini e sui poteri del sorriso è emerso un collegamento inverso tra la gioia e l’intelligenza umana.
Un collegamento che era stato anticipato dal famoso proverbio: "Il riso abbonda nella bocca degli stolti".
Questo proverbio può apparire come l’espressione rabbiosa di un invidioso che non sa perdere, per questo di solito lascia generalmente il tempo che trova.
Tuttavia, i miei studi lo hanno rivalutato a "pensiero di grande saggezza".
Perché? Semplicemente perché ho scoperto che il cervello smette di funzionare appena l’individuo è felice.
Questa proprietà è facilmente sperimentabile da chiunque.
Potete infatti verificare che qualsiasi cosa richiediate al cervello, anche la semplice attenzione su una qualsiasi cosa, determina sul volto un’espressione seria. Determina cioè una inclinazione all’ingiù delle estremità della bocca, modificando qualsiasi preesistente inclinazione all’insù di tali estremità della bocca. Una inclinazione all’insù che è perentoriamente creata dall’organismo appena nell’individuo è presente una gioia (la gioia del sorriso). Non si può ridere senza modificare la forma della bocca con una inclinazione all’insù delle sue estremità.
Se non l’avete già capito da soli, vi dico che tale proprietà è di un potere mostruoso e sconvolgente.
Essa dimostra che il cervello è creato per la soluzione dei problemi della vita cosicché, ridendo, si spegne il proprio cervello, perché il riso significa che non ci sono problemi da risolvere! Rivolgere l’attenzione su qualsiasi cosa significa che tale cosa può o potrebbe interessare la propria vita. Se interessa la propria vita è perché, senza tale cosa, la vita sarebbe meno sicura, meno felice, migliorabile. Ovvero: proporzionalmente precaria, con dei problemi, per risolvere i quali è opportuno attivare il cervello.
Ecco dunque così spiegato perché, tutto ciò che impedisce all’individuo di pensare liberamente è un qualcosa di estremamente prezioso….per gli Angeli!!!
Infatti, se l’individuo fosse libero di pensare, potrebbe pensare (e rendersi conto) che la morte lo sta aspettando, che il futuro non esiste! Così l’individuo non produrrebbe più energia psichica ed egli non sarebbe più una "mucca da mungere" (da parte dei Demoni), né una mucca da macellare (per l’alimentazione degli Angeli).

Lo spegnimento dei cervelli creato dalla paura di ciò che è materiale
In tale contesto della necessità angelica di poter disporre di cervelli umani che non pensino, diventa interessante sapere che il cervello, oltre al sorriso, ha un altro "interruttore di by-pass". Con tale ulteriore interruttore il cervello non viene spento. Con tale interruttore il cervello viene semplicemente impegnato in altre attività: attività che lo affatichino e che non lascino ad esso le energie necessarie alla elaborazione logica degli eventi.
Con tale ulteriore interruttore viene impedito ogni risultato utile al pensamento filosofico e scientifico.
Il cervello, come già detto, è preposto a risolvere i problemi.
I problemi sono quelli della vita. La vita è messa in pericolo dalla violenza ambientale. La violenza ambientale è resa possibile da una materialità di deformazione con cui l’ambiente potrebbe uccidere l’individuo violando la struttura del suo corpo.
Ecco pertanto che, uno scopo prioritario del cervello, è quello di individuare l’eventuale presenza di MATERIA SOLIDA nell’ambiente.
La materia solida è ciò che produce i suoni a seguito di una sua deformazione violenta. La presenza di qualsiasi suono attesta sempre, inderogabilmente, anche la presenza della materia solida che l’ha generato.
Anche qualsiasi strumento musicale emette suoni acuti quanto più è forte la violenza subita dalla sua materialità.
Nel caso degli strumenti a corda (chitarra, pianoforte, violini ed altri strumenti ad arco) si ha infatti che il suono da essi generato è tanto più acuto quanto più le loro corde sono tese (cioè allungate forzatamente, stirate) e quanto più sono corte (cioè attinenti una quantità di materia violentata da urti che è minore, più debole, più fragile, più disperata, urlante).
Ciò che fa generare il suono a tali corde sono infatti sempre degli urti. Nel caso del pianoforte si hanno addirittura dei martelletti; nel caso della chitarra si hanno gli urti creati dal rilascio brusco da una deformazione da allungamento creata dal plettro, dalle unghie o dai polpastrelli delle dita. Nel caso degli strumenti ad arco, i citati urti sono quelli creati dallo sfregamento tra due superfici scabrose costituite essenzialmente dal fatto che l’arco (archetto) è formato da crini di cavallo (che osservati al microscopio mostrano una rugosità da stratificazione simile a quella dei capelli) che, scorrendo perpendicolarmente alle corde (di budello, di acciaio rivestito, di nylon), determinano i microscopici saltelli (o urti) provocanti la vibrazione delle corde tese: peraltro, anch’esse dotate di rugosità che coopera alla tipologia dell’urto.
Una violenza alla materialità degli strumenti musicali che, nel caso di quelli "a fiato", è creata dalle vibrazioni dell’ancia nei clarinetti e nei sassofoni, ed è creata dalle vibrazioni del labbro (pernacchie…) nel bocchino delle trombe: vibrazioni che vengono poi amplificate da risonanze create dalla struttura tubolare di tali strumenti.
Anche negli strumenti elettronici, si hanno movimenti vibranti (cioè deformazioni) della materialità dell’altoparlante (o simile) creati da spostamenti di corpi magnetici generati dal transito di correnti elettriche oscillanti. Pertanto, qualsiasi suono esprime sempre l’urto di una massa di aria in movimento vibrante che, specialmente alle basse frequenze, è capace di muovere anche le parti interne del corpo umano (si pensi ai woofer a piena potenza in uso nelle discoteche). Una vibrazione dell’aria creata da una violenza (deformazione meccanica) esercitata su un corpo materiale (le parti di uno strumento musicale oppure di un altoparlante).
Dietro un rumore, dietro un suono, c’è sempre una forza deformatrice di un qualcosa di materiale. Ci sono, cioè, sempre due cose capaci di distruggere la vita dell’individuo distruggendo il suo corpo, alterando l’ordine con cui sono disposte le particelle materiali costitutive della sua struttura materiale biologica. Queste due cose sono: una forza ed una materia.
È dunque sufficiente far percepire al cervello qualsiasi suono, qualsiasi rumore, per segnalare un pericolo. Ciò determina nel cervello una attenzione prioritaria; un’attenzione che gli fa interrompere qualsiasi altra attività stesse svolgendo allo scopo di farlo dedicare esclusivamente alla soluzione del problema suggerito da tale segnalazione di pericolo.
A questo punto appare dunque evidente che, tutto ciò che fa rumore, tutto ciò che fa un rumore voluto, ricercato dall’individuo, diventa un rumore che, comunque, spegne sempre il cervello dell’individuo.
Tale proprietà è ampiamente usata dalla televisione.
Infatti, è facilmente verificabile che TUTTO ciò che in essa si veda ha SEMPRE in sottofondo (a volte quasi difficilmente percepibile) musica, musica, musica, suoni, suoni, suoni.
Sapete perché? Perché tali rumori devono affaticare il cervello, devono renderlo meno funzionante, meno critico. Tali rumori devono metterlo fuori-uso; nella condizione, cioè, di far recepire all’individuo (passivamente ed inconsapevolmente) tutto ciò che tale televisione intende inculcargli nell’inconscio: da come deve pensare in merito a certi argomenti politici e sociali, a cosa deve comperare per avere dei capelli belli o dei denti bianchi.
La televisione deve far pensare l’individuo nel modo deciso da altri per il perseguimento di loro scopi occulti. Il popolo deve dire sempre e solo SÍ! Se proprio vuole ragionare può farlo solo su cose innocue: per esempio sulle partite di pallone, sulle canzonette, sulla bellezza di un quadro, eccetera.
E così si hanno intere generazioni stordite, dalla mattina alla sera, da musica che le bombarda con ogni mezzo: sia mediante potenti impianti sonori che spostano anche i polmoni (autoradio, discoteche, Hi-Fi domestici), sia mediante qualsiasi programma radiofonico o televisivo, sia mediante auricolari. Questi altoparlanti miniaturizzati sono introdotti nelle orecchie per amplificare sensi di paura e di ansia, mediante collocazione della sorgente del rumore addirittura "dentro" il corpo per impedirgli ogni difesa! Non c’è da stupirsi che tali generazioni, per evadere da tale loro situazione biologica e da un caos ideologico devastante, ricerchino le altre realtà fornite dalle droghe e dall’alcool!
Generazioni che passano così "dalla padella alla brace" a seconda dei gusti "gastronomici" degli Angeli e dei Demoni.
Tornando a considerare il ruolo del cervello, come organo preposto alla soluzione dei problemi esistenziali (violenza ambientale), resta comunque prioritaria la sua capacità di analizzare l’ambiente per valutarne la pericolosità.
Una capacità che necessita di attenzione, di analisi dei segnali forniti da tutti gli organi di senso (vista, udito, odorato, tatto, gusto, eccetera).
Tra questi segnali, i più allarmanti sono quelli indicatori del suono; tutti gli altri sono molto, ma molto meno inquietanti per l’organismo.
Ci si può rendere conto di ciò guardando la televisione e togliendo periodicamente l’audio. A seguito di ciò, si avverte un senso di estraneità a ciò che appare sul video; si avverte un senso di serenità, di "cessato pericolo"!
Tuttavia, il concetto base è che il cervello deve verificare cosa c’è nell’ambiente attorno all’individuo, onde stabilirne l’eventuale pericolosità. Ciò significa che, per non far pensare al cervello cose troppe complicate (il senso della vita), è sufficiente affaticarlo, far rivolgere la sua attenzione su qualsiasi cosa: basta che il cervello sia occupato ad esaminare qualcosa.
Da questo fatto deriva la enorme importanza delle cose frivole ed inutili!
Sono importanti, perché mettono fuori combattimento il guardiano della vita! Ecco pertanto che diventa importante appassionarsi agli eventi sportivi, alla politica, alla musica, agli spettacoli, alla moda, all’arte, a qualsiasi cosa idonea a distogliere il cervello dalla sua funzione primaria.
"Panem et circenses" diceva Giovenale nelle sue Satire, per stigmatizzare i due soli interessi del popolo romano mediante i quali esso era manipolato dall’imperatore Domiziano, facendolo mangiare e divertire (pane e giochi da circo, appunto).
Un cervello "bombardato a tappeto" (come avviene nelle nostre società moderne) è un cervello che vede e capisce tutto ciò che serve per rendere l’individuo superficiale, ottimista, gasato, spensierato, fiducioso, combattivo…..prezioso per sfamare Demoni ed Angeli.
Ecco dunque che, se le categorie professionali più pagate sono quelle più inutili, è perché da tale inutilità deriva all’individuo la fortuna di non rendersi conto del suo destino di morte, del suo ruolo di alimento per i suoi arcani padroni angelici.
Mi viene in mente il sorriso che hanno i religiosi ….ma mi viene in mente anche la musica moderna: ritmica, ripetitiva, priva di armonie complesse, ossessiva. Mi viene in mente anche la ripetizione monotona dei mantra, dei rosari, dei riti immutabili, facili, da ripetere insieme agli altri……..tutte cose per perdere coscienza di una possibile realtà ambientale serena, bella, ispiratrice di una voglia di vivere: quella realtà ambientale che mi auguro possa concretizzarsi in un futuro non lontano per creare un’umanità migliore.

Considerazione risultante
L’insieme dei fenomeni sociali che stanno avvenendo nel mondo pone in evidenza (per chi ha occhi capaci di vedere…..) trasformazioni finalizzate alla creazione di due entità contrapposte che siano quasi uguali.
Tale contrapposizione è infatti finalizzata alla distruzione reciproca di tali parti, cosicché ognuna di tali parti potrà acquisire una propria potenza distruttiva uguale a quella della parte avversaria.
La distruzione che seguirà al loro scontro (Armaghedon….) sarà in tal modo la più completa possibile, ingegneristicamente perfetta, di massimo rendimento in termini di sofferenza umana…Quella sofferenza umana che consentirà agli Angeli di nutrirsi secondo i loro programmi.
Poiché è più facile distruggere che costruire, è logico che la citata uguaglianza tra i due schieramenti umani contrapposti venga attuata non certo facendo crescere chi è più in basso, bensì distruggendo chi è più in alto nella scala della civiltà umana.
Ciò è infatti ciò che sta avvenendo attualmente nel mondo, in un modo ovviamente subdolo: "Al contadino non far sapere quanto è  buono il cacio con le pere"!

Nel sito www.psicostasia.it, tale articolo è seguito dalla trattazione "psicostasica" che si ha dalla pag. 65  in poi, nel paragrafo "La fissità dei riferimenti spaziali degli equilibri".


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