VACCINAZIONI OBBLIGATORIE: flagello di un Dio famelico - SCRITTI INUMANI DI POETA ROLANDO PETRUS

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67.


Titolo
  

VACCINAZIONI OBBLIGATORIE: flagello di un Dio famelico
                                       


Autore           Poeta Rolando Petrus


Lingua            Italiano


Formato        PDF
 


Grandezza    1,61 MB  

                                          

PREMESSA FONDAMENTALE

Il tema VACCINAZIONI è stato da me esaminato con molta riluttanza a causa dei pericoli che mi sarei creato esponendo le mie valutazioni. Nonostante ciò, dopo molto tempo, ho completato tale esame in circa 150 pagine. Rileggendole, mi sono purtroppo convinto che mi avrebbero potuto generare querele da parte della "Medicina Ufficiale e Soci". Per evitare ciò, ho dovuto privare il mio Scritto di parole e di frasi che avrebbero potuto essere usate per incriminarmi. Da tale fatto consegue che, nel testo, figurano tanti OMISSIS in sostituzione di tali frasi per me pericolose.
Ciò premesso, io capisco che sia compito dello Stato proteggere la sua popolazione, intesa nella sua totalità.
Questo vale anche nel caso di epidemie che potrebbero diffondersi da ceppi localizzati, ovvero da pochi individui al resto della popolazione.
Lo Stato deve cioè proteggere la collettività e, per fare questo, viene ritenuto lecito sacrificare la singolarità.
Benché tale impostazione possa essere ritenuta legittima da un punto di vista teorico, va considerato che tale legittimità si basa sull’ipotesi che i mezzi di protezione adottati siano efficaci, salvifici.
Purtroppo tale ipotesi non è affatto dimostrata, cosicché la encomiabile intenzione di salvare la popolazione potrebbe, invece, diventare un’azione deleteria e devastante.
Lo Stato è infatti un’entità politica che trae la giustezza delle sue decisioni dal massimo della competenza. Un "massimo" che gli viene offerto dalle sue strutture scientifiche.
Pertanto, nel caso della salute umana, le decisioni politiche dello Stato derivano dall’opinione espressa dal Ministero della Salute e dalle sue propaggini, quali sono l’Istituto Superiore di Sanità, l’Ordine dei Medici o, sostanzialmente la Scienza Medica.
Ecco dunque che diventa lecito indagare su tali istituzioni, per appurare quali sono le basi scientifiche dei loro convincimenti con cui guidano le scelte dello Stato.
Un’indagine che, però, ha un senso soltanto se effettuata in modo disinteressato: ovvero, dall’esterno del mondo della Medicina o della Scienza Medica. Altrimenti, come tutte le categorie sociali o corporazioni, anche la Medicina tenderebbe umanamente a privilegiare i propri interesse economici e sociali.
Sulla base di tale liceità, anch’io ho voluto dare il mio contributo a difesa della salute della collettività verificando la validità delle ragioni su cui lo Stato basa l’emissione delle sue leggi.
Così facendo, ho dovuto necessariamente pormi in una condizione critica nei confronti della Scienza Medica. Conseguentemente, ho ritenuto logico evidenziare lacune o inesattezze di tale Scienza Medica che potrebbe creare dubbi sulle affermazioni di essa.
Se TIZIO dice ad una persona CAIO che è un idiota, tale persona CAIO può citare in giudizio per diffamazione TIZIO, che ha espresso tale opinione offensiva della sua dignità.
Ciò significa che TIZIO dovrà comparire davanti ad un Tribunale ed essere immancabilmente condannato per l’offesa rivolta a CAIO. Nessun Giudice potrà mai assolvere TIZIO perché dovrebbe dire: "Assolvo TIZIO perché effettivamente CAIO è un idiota"! Altrimenti a compiere il reato sarebbe lo stesso Giudice. È infatti difficile stabilire se CAIO è effettivamente un idiota oppure no! E anche se fosse evidente che CAIO è un "demente ufficialmente certificato" sussisterebbe comunque il reato di TIZIO consistente nel voler arrecare sofferenza e danni (spirituali e materiali) a CAIO. Pertanto TIZIO verrebbe immancabilmente condannato, come minimo a pagare tutte le spese attinenti il citato Processo Penale.
Nel caso specifico di questo mio Scritto sull’opportunità di rendere obbligatorie le vaccinazioni, qualcuno potrebbe avere interesse ad attribuirmi il ruolo di TIZIO e ad attribuirsi il ruolo della vittima CAIO.
Pertanto, ritengo opportuno AUTO-CENSURARMI in tutte quelle espressioni del testo che una ipotetica vittima-CAIO potrebbe in malafede usare per danneggiarmi ingiustamente.
Considerando poi che, tra le due parti in causa, si avrebbe il rapporto di forza che c’è tra un gigante ed una formica (io), la parola "danneggiarmi" è ovviamente un eufemismo.
A seguito di tali sagge considerazioni, spero pertanto che i miei estimatori vogliano giustificarmi per gli OMISSIS che troveranno nel testo che segue. Tali auto-censure costituiscono infatti il solo modo a mia disposizione per poter continuare ad offrire ad essi le mie opinioni sui vari argomenti.
Se e quando, dovessi eventualmente avere i soldi per difendermi dai miei detrattori, non mancherei di pubblicare lo Scritto in argomento in modo completo.

Poeta Rolando Petrus

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