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19 luglio  2011                                    

3.
CONTRO – NATURA

Riassunto

L’omosessualità viene generalmente indicata come un fatto sbagliato, perché non consente di perpetuare le specie secondo le leggi naturali.
Tuttavia esistono altri ragionamenti che non fanno ritenere l’omosessualità innaturale, né tantomeno un tipo di malattia.


A volte si usa l’espressione “contro-natura” per indicare i comportamenti omosessuali, o da invertiti.
In effetti la natura, nel suo ciclo evolutivo, si basa sulla creazione della vita; una vita che viene creata dall’accoppiamento di un maschio con una femmina.
Tuttavia, penso che su questo fatto siano legittime alcune osservazioni.
Creazione della vita: sì, ma tale vita che senso ha? Cos’è la vita? Che senso hanno i figli? Di fatto si ha che la vita ha un inizio ed una fine per sempre: si muore, e l’universo per l’individuo non esiste più.
Vivere cento anni per poi morire, per non esistere più per sempre, non mi sembra qualcosa di sensato.
Anche la matematica ci dice che un numero definito, quando viene rapportato all’infinito, dà come risultato lo zero; ovvero, cento diviso infinito = zero; un miliardo diviso infinito = zero.
Se la vita è dunque zero, niente, essa non ha senso.
Cos’è la vita? Come lessi in qualche posto, essa potrebbe essere correttamente definita un lampo di luce nel buio: non mi pare un qualcosa di molto importante…
Si, però con la vita si ha la possibilità di procreare, di avere i figli, di perpetuare la specie…, perpetuare la nostra vita….
Anche questa concezione, tuttavia, mi pare un po’ vuota.
Tanto per cominciare, quando si fa un figlio, tale figlio contiene solo il 50% di noi: l’altro 50% è costituito dal corredo genetico dell’altro genitore.
Quando tale figlio si accoppierà e farà propri figli (i nostri nipoti), il nostro 50% verrà ulteriormente dimezzato, perché tale 50% che era in nostro figlio diventerà un 50% diviso a metà, perché tale nipote è fatto da un altro 50% estraneo a noi e costituito dal coniuge del nostro figlio.
Pertanto, nel nipote rimane solo il 25% di noi: l’altro 75% è fatto da volontà genetiche, programmi esistenziali, coscienze reali che non sono nostre: appartengono al nostro coniuge ed al coniuge di nostro figlio.
Quando poi tale nipote si accoppierà per fare suoi figli, per renderci bis-nonni, tali pronipoti “conterranno” una parte di noi ulteriormente dimezzata, cioè praticamente il 12%.
Quando poi tale pronipote si accoppierà per proseguire la specie, della “nostra” specie rimarrà appena un’ulteriore metà, cioè il 6%.
Si può chiaramente vedere dunque che, in tre sole generazioni il nostro corredo genetico ha perduto più del 90%.
Ciò significa che tale pro-pronipote avrà un’esistenza, dei programmi di vita che appagheranno le nostre aspettative solo per meno del 10%.
La vita di un gemello monozigote, cioè con lo stesso corredo genetico dell’altro gemello, è uguale a quella di tale suo gemello? No di certo, perché ognuno dei due ha una propria percezione della realtà.
Se uno dei due gemelli si dà una martellata su un dito, il dolore fisico lo sente lui.
L’altro gemello potrà dire che sente un dispiacere (ammesso ma non concesso), ma il dolore fisico non lo sente.
Se dunque il senso dell’esistenza è soggettivo e non è trasferibile perché unico, anche nel caso di un corredo genetico teoricamente identico al 100%, come può un senso dell’esistenza di un figlio, di un nipote, di un pronipote costituire qualcosa di trasferito da noi a lui? Non può.
E allora che senso ha la procreazione?
È difficile trovare un senso. Tanto più che il concetto della trasmissione genetica dovrebbe avere un senso anche dopo migliaia di generazioni, giacché altrimenti che senso ha vivere nel nipote del nipote del nipote del nipote…. Se poi si deve morire?
Se poi il “qualcosa” va considerato in rapporto all’infinito del tempo che ci sarà dopo la morte?
Se si pensa all’eternità del futuro, che teoricamente dovrebbe esserci, è difficile concepire che qualcosa di noi possa rimanere dopo mille anni, dopo diecimila anni…è come se noi potessimo ricordare qualcosa di tutti i nostri avi vissuti dall’età della pietra fino ad oggi!
Noi non avvertiamo coscientemente nulla dei sentimenti, della spiritualità dei nostri avi; ipotizzare sensazioni inconsce è come raccontare favole inventate dalla fantasia più irrealistica.
Per questa ragione tutto il bel programma di perpetuare la nostra specie con i figli per farci vivere, mi pare che non sia un gran che.
Questo bel programma d’altronde è fatto dalla NATURA.
Ma siamo sicuri che di natura ne esista una? E se cambiassimo tale programma non sarebbe un altro programma naturale?
D’altronde l’avremmo fatto noi, che siamo esseri naturali, giacché non potremmo essere un’altra cosa.
Ovvero, se la Natura ci propone un programma con cui apparentemente dovremmo vivere all’infinito perpetuando la specie ma che in realtà è un programma sbagliato, perché determina solo la nostra morte, non sarà opportuno cercare un altro programma CONTRO-NATURA?
Cercare non significa trovare, ma non cercare altri programmi esistenziali “contro-natura” significa “trovare ancor meno”.
In effetti, dalle mie teorie è emerso che qualsiasi espressione di vita è sempre un’onda psichica attaccata indissolubilmente ad un’onda elettromagnetica.
Poiché le nostre conoscenze scientifiche ci consentono di creare qualsiasi onda elettromagnetica, non sarà il caso di cominciare a fare qualche esperimento in tale direzione? Ai posteri l’ardua decisione….; tuttavia, se una decisione affermativa la prendessero anche i contemporanei, io credo che sarebbe una cosa buona.
La natura ci ha dato la vita e questo potrebbe farla considerare un qualcosa di sacro, indiscutibile.
Tuttavia, a voler essere obbiettivi, non si può ignorare che insieme alla vita c’è sempre anche la morte, e ciò la rende meno sacra, meno indiscutibile.
Tralasciando tale dualismo reiterato, la natura mostra i suoi limiti in tanti modi.
Per esempio, la natura ha creato uccelli che volano sbattendo le ali: un’invenzione che potremmo ritenere modesta, obsoleta, se paragoniamo il volo dell’uccello migliore con il volo che l’uomo ha creato con gli aeroplani, con gli elicotteri.
Il volo degli aeroplani è stato possibile perché l’uomo è stato capace di creare un qualcosa che la natura non è stata in grado di creare: i motori a scoppio, i motori a reazione.
Tali motori non crescono sugli alberi, né si trovano scavando in miniera: tali motori sono solo il frutto della intelligenza umana, delle scoperte scientifiche e tecnologiche.
Anche la corsa degli animali, che è un fenomeno ammirevole, è tuttavia derivante da articolazioni ed urti delle gambe che sono poco funzionali.
La natura avrebbe fatto più bella figura se invece delle gambe avesse dotato gli animali di ruote….con le ruote, infatti, l’uomo ha creato treni pesantissimi che viaggiano a varie centinaia di chilometri all’ora, automobili, motociclette che si arrampicano meglio degli animali (moto da trial, da cross).
Se ci guardiamo intorno, vediamo poi ovunque un materiale che la natura non è stata in grado di creare: le materie plastiche.
Un materiale che trae il suo successo proprio dalla sua utilità, un materiale che l’uomo, se avesse aspettato che fosse stata la natura a fornirglielo, ancora aspetterebbe…
Le citate divagazioni per alcuni potrebbero essere blasfeme o deliranti; per me, invece, sono solo linee di confine incerto; ritengo infatti ben difficile stabilire cosa è naturale e cosa è artificiale.
Anche l’artificiale, infatti, essendo fatto da un uomo naturale, potrebbe essere considerato un’espressione della natura…
Sulla condanna di agire contro-natura rivolta verso chi non procrea, comunque, ci sono altri argomenti che la fanno apparire altrettanto ingiustificata.
Questi argomenti riguardano le religioni.
Io ricordo che, sin da piccolo, mi si diceva che nella Bibbia Dio disse ad Adamo ed Eva: “andate e moltiplicatevi”; cioè, datevi da fare per avere molti figli.
D’altronde è tipico delle famiglie religiose avere molti figli: a confermare con ciò che, effettivamente, le divinità vogliono che l’essere umano generi molti figli.
Ovviamente a Dio si deve obbedire e basta.
Tuttavia sarei curioso di sapere che risposta avrebbe dato Dio ad Adamo ed Eva se costoro gli avessero chiesto “Perché?”.
Sarei curioso, ma solo per modo di dire, giacché la vera risposta è nota, e Dio non gliela avrebbe mai data: è quella contenuta nelle ragioni dell’alimentazione, già esposte in altri capitoli.
Ragioni, secondo le quali l’alimentazione si basa sull’acquisizione dell’energia psichica degli esseri inferiori mangiati.
Ragioni che giustificano la presenza di tanti esseri umani con l’esigenza degli Angeli nostri parassiti (le cosiddette Divinità) di avere a disposizione tante anime umane: ovvero, tanto cibo per nutrirsi.
Un cibo che è in continuo aumento, appunto come è in aumento la popolazione umana (circa 6 miliardi di uomini), destinata ad essere triturata dalla miseria e dalle guerre (vedasi capitoli sull’origine delle catastrofi umane, guerra compresa).
Se dunque non si deve andare CONTRO – NATURA solo perché dobbiamo creare abbondante cibo per i nostri parassiti angelici, francamente mi viene da dire: “Ma non c’è qualche altro motivo che dia un senso alla procreazione umana?”.
Però, non mi si risponda: “L’amore”!
L’amore è infatti semplicemente una conseguenza della nostra inferiorità: basta vedere l’aumento dell’inferiorità che risulta sulla linea della bocca di qualsiasi animale, uomo compreso, quando il profilo nasale diventa verticale, cioè quando non si ha più l’amore ambientale.
Vedasi la mia Psicostasìa Fisiognomica sul sito www.psicostasia.it, e se si può, si cerchi di capirla.
In attesa di una risposta logica, considero opportuno invitare l’umanità a cercare cautamente direzioni di vita che siano “meno naturali”, un po’ più contro natura.

                                                                                                                                              
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