62.La base fondamentale della salute - SCRITTI INUMANI DI POETA ROLANDO PETRUS

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62.

LA BASE FONDAMENTALE DELLA SALUTE



Riassunto


La salute, come è giusto che sia, è affidata alle conoscenze della Medicina.
La moderna Medicina è costituita dall’insieme delle conoscenze maturate in secoli di studi ed esperimenti.
Tali conoscenze sono tuttavia essenzialmente esteriori, descrittive dei fenomeni; conoscenze che definire scientifiche sarebbe poco veritiero, giacché sono conoscenze essenzialmente statistiche e come tali probabilistiche.
La chirurgia è molto più affidabile, perché basata sui progressi delle tecnologie meccaniche, ottiche, elettroniche, ma anch’essa deve affidare i suoi successi a fattori misteriosi per i quali certi interventi chirurgici hanno successo ed altri no.
Nonostante la buona fede di tanti medici e prescindendo dalla propaganda fuorviante profusa dagli interessi economici legati al "business Salute", di fatto, la gente si ammala sempre di più.
Ciò è dimostrato dal fatto che gli Ospedali non bastano mai, sono sempre "strapieni" di malati anche nei corridoi e per accedere alle loro cure i malati devono attendere settimane e mesi.
Io, non essendo un medico (e quindi non ho da difendere alcun interesse né professionale né economico), ho la fortuna di pensare in un  modo libero, nuovo, secondo percorsi logici differenti: pertanto ho avuto la possibilità di esaminare la Salute Umana con altri criteri.
Dalle mie ricerche sono così potute emergere conoscenze nuove che, disinteressatamente, offro a chi può capirle.



L'individuo quale sintesi di una Realtà Conoscibile attinente la veglia ed una Realtà Inconoscibile attinente il sonno

Nel mio precedente scritto avente per titolo "Un originale scalda-letto invernale e le incredibili ragioni per cui esso crea la salute" si è visto come è fatto il "miracoloso scalda-letto invernale che crea la salute", consistente in  un normale asciugacapelli. E' dunque è opportuno capire "perché" esso crea la salute  . Ciò viene fatto  seguendo percorsi logici differenti da quelli fallimentari usuali, proposti dalla Medicina convenzionale.

Come tutti sanno, la salute è un qualcosa di misterioso. Come e quando ci si ammala lo si sa soltanto DOPO che la malattia è presente. PRIMA, si fanno solo ipotesi che sono sempre giuste, perché sono sempre vaghe, indimostrabili, soggette ad interpretazioni molteplici.
Se io parlo di salute, dunque, è solo per esporre esperienze personali, osservazioni significative, astrazioni che, nonostante possano apparire farneticanti, sono confermate da qualsiasi aspetto dell’Universo, qualsiasi aspetto della vita.
Astrazioni che, tuttavia, non coinvolgono né virus né batteri; per questo motivo, "certi scienziati" che non sono in grado di capirle, potrebbero ritenerle semplici chiacchiere.
Nell’ambito di tali mie "astrazioni farneticanti", alla base delle malattie risultano fattori infinitamente più numerosi di quelli conosciuti dalla Scienza Ufficiale. Fattori che la razionalità umana non potrà mai conoscere singolarmente.
Fattori che vengono gestiti da un "Dio" presente al nostro interno e che decide quando il corpo umano deve vivere e quando deve morire.
Un "Dio" che è il gestore di tutte le reazioni biochimiche continuamente effettuate dall’organismo, per mantenerlo in vita in base alle risorse che esso "Dio" ha a disposizione. "Risorse" che potrebbero essere inadatte, insufficienti, e dalle quali può pertanto derivare un istinto di morte: ovvero, un programma di malattie e di morte che rimane per tale Dio "ciò che di più logico non c’è".
Tale "Dio" presente all’interno di ognuno di noi è inconoscibile; esso è relativo ad una realtà che per noi non esiste. Un Dio che per agire ordina al nostro corpo: "Zitto, sparisci"! E il nostro corpo non esiste più…..giacché diventa immobile, sordo, cieco, inerme: DORME! Mentre il nostro corpo dorme, tuttavia, il nostro cuore continua a pompare sangue, i nostri polmoni continuano a pompare aria, tutte le cellule degli organi del nostro corpo continuano ad essere attive, frenetiche.
Tali attività sono al di fuori della nostra razionalità o della nostra volontà o della nostra coscienza; esse sono guidate da ordini impartiti dal vero padrone della nostra vita: quel Dio che  (per un rispetto disperato verso un’altra omonima Entità Angosciante e Terrifica) è più correttamente chiamabile INCONSCIO.
Tutti i processi biologici avvengono secondo programmi o ordini di tale entità spirituale da me chiamata INCONSCIO. Infatti, la vita degli animali è la sintesi di due Fattori, attinenti le due fasi di Veglia e di Sonno. Il primo è il Fattore Cosciente che risulta dal confronto tra una gestione razionale delle risorse biologiche nel rapporto di esse con i pericoli ambientali; un fattore che potremmo definire strumentale, giacché è preposto a fornire all’inconscio informazioni attinenti il mondo reale.
Il secondo è il Fattore Inconscio, risultante da una gestione programmatrice dell’esistenza che tiene conto dei risultati vitali acquisiti dal Fattore Cosciente. Ciò allo scopo di utilizzare tali risultati nel modo migliore possibile nell’appagamento di esigenze genealogiche.
Tali esigenze genealogiche sono costituite dai programmi esistenziali dei nostri genitori, dei nostri avi, i quali non si sviluppano nel mondo reale della logica, ma in un misterioso mondo plenipotenziario. Misterioso perché, in tale mondo i limiti di ciò che può essere fatto sono stabiliti solo dai limiti di ciò che poteva essere concepito dalle generazioni passate, delle quali il soggetto umano costituisce la prosecuzione.
In parole più semplici, tali concetti possono essere illustrati da quanto segue.



L'attività nel mondo offerto dai sensi e l'attività svolta in un altro mondo sconosciuto

Il corpo umano ha i suoi sensi (vista, udito, tatto, olfatto, gusto, telepatia, archetiposofia) per conoscere, in un certo modo stabilito dalla elaborazione effettuata dal cervello, la Realtà costitutiva di ciò che è esterno alla vita dell’individuo. Ovvero, quella realtà che la Psicostasìa Fisiognomica ha chiamato CAMPO AMBIENTALE.
Da tale conoscenza, la razionalità umana stabilisce i comportamenti che è più logico adottare nella molteplicità delle possibili situazioni di vita, al fine di vincere le ostilità ambientali.
Lo scopo di tali vittorie è il consolidamento delle proprie aspettative di vita; è la creazione di gioie da poter protrarre nel futuro per giustificare le proprie fatiche esistenziali: per dare così un senso alla propria vita.
Nell’Universo, tuttavia, tutto è "DUALE". Nel senso che ogni cosa è sempre unita ad un’altra cosa con cui creare l’UNITÁ intrinseca dell’individuo.
Come l’azione non può esistere senza una reazione uguale o contraria.
Ciascuno di noi è singolo, solo, nasce da solo, ha gioie di cui gode lui soltanto, ha dolori che sente lui soltanto, ha una morte che riguarda lui soltanto (gli altri continuano a vivere….), ma tale singolarità è solo apparente.
Si ha infatti un individuo che, seppur sia singolo, di fatto è formato da DUE cose.
Tale individuo è paragonabile ad un atomo. L’atomo è infatti la più piccola espressione della materia. Un atomo di ferro, un atomo di carbonio, un atomo di idrogeno sono tali, solo finché esprimono la sintesi dei loro protoni ed elettroni: due cose diffetenti.
Se gli elettroni ed i protoni di tali atomi venissero separati, tali atomi non sarebbero più né il ferro, né il carbonio, né l’idrogeno. Così è per l’individuo, il quale è un’entità inscindibile formata da due cose.
Tali due cose sono l’Individuo cosciente o razionale (sveglio, che si muove, che sente, che agisce in modo volontario) e l’Individuo Inconscio (l’individuo che dorme, che non ragiona, che non vede, che non sente, che non si muove, che agisce con poteri immensi e sconosciuti).
Per capire meglio i poteri di tale Individuo Inconscio consideriamo il seguente fatto.
La sera, dopo una giornata di veglia in cui abbiamo fatto quello che dovevamo fare, ci sentiamo stanchi o comunque nella condizione di gradire una fase di riposo, di rilassamento, di svago, e anche nella condizione di gradire una bella cena.
E così mangiamo a sazietà quello che c’è in tavola.
Poi arriva l’ora in cui la stanchezza ci fa ritenere opportuno andare a letto, per fare una bella dormita.
Chi fa tutte queste cose? L’Individuo Cosciente.
Tuttavia, dopo essersi coricato comodamente a letto, tale Individuo Cosciente sparisce, non c’è più, non esiste più. Egli torna ad esistere la mattina successiva, quando si sveglia. Il periodo di tempo in cui egli ha dormito è un periodo di tempo che per lui non è mai esistito.
Cosa ha visto, cosa ha fatto, cosa ha detto nelle otto ore in cui ha dormito è un qualcosa di inesistente. Di fatto, tale Individuo Cosciente non aveva più la sua Cognizione Esistenziale.
Egli non era nella condizione di dire:" Cogito, ergo sum" come diceva il filosofo Descartes (Cartesio).
Al suo posto era infatti subentrato, appena lui si è addormentato senza accorgersene, l’Individuo Inconscio. Cioè un Individuo che esiste in un altro tipo di realtà che potremmo definire anche anti-realtà, o non-realtà, giacché non è quella da cui noi traiamo la nostra consapevolezza di essere vivi.
In un modo stolto si potrebbe pensare che, tale figura dell’Individuo Inconscio, sia la solita scusa stantìa a cui si cerca di attribuire la responsabilità di certe nostre azioni sbagliate; ovvero, allo scopo di fornirci una auto-assoluzione per le nostre lacune ideologiche e razionali.
Per evitare lo scivolamento facile in tali stolti giudizi, è dunque opportuno riflettere su altri argomenti. Per esempio, il cibo delle cena con cui il precedente Individuo Cosciente aveva riempito il suo stomaco, che fine ha fatto? È rimasto parcheggiato immutato nel suo stomaco, oppure è stato disgregato, selezionato, utilizzato per effettuare miliardi di reazioni biochimiche necessarie per costruire milioni di cellule biologiche, proteine, composti chimici di complessità mostruosa, in tempi istantanei ed in modi impossibili anche ai più tecnologici laboratori chimici del Mondo?
Altro esempio: cosa ha trasformato il citato corpo, stanco e immobile nel letto durante la sua fase dormiente, in un differente corpo vitale, riposato, pronto e scattante per vivere una ulteriore giornata?
Stiamo parlando di miliardi di reazioni chimiche tutte precise, incredibilmente complesse. Non certo quelle "quattro o cinque nozioni" imparate a memoria dai soliti Sapienti incensati della Casta Medica, che puntualmente ci vengono imposti dalla televisione per indottrinare "ingenue masse umane non pensanti".
Ecco dunque che (se l’Individuo Cosciente non esisteva più ed era immobile nel suo letto dove dormiva), le citate operazioni psico-bio-chimiche di assimilazione del cibo e di rinvigorimento fisico-mentale avvenute durante il sonno, chi le ha così magistralmente effettuate?
Qualcuno di sicuro. Un qualcuno che non può che essere l’Individuo Inconscio precedentemente teorizzato. Ovvero, l’altra metà del citato dualismo veglia-sonno, realtà-irrealtà, materia-spirito alla base della singolarità dell’essere umano.
Da queste considerazioni emerge pertanto che, mentre l’essere umano dorme, c’è una parte misteriosa di esso che continua a far funzionare il suo cuore, i suoi polmoni, il suo apparato digestivo, la infinita complessità delle sue parti biologiche che, attimo per attimo, gli crea ulteriore vita.
Tale parte misteriosa è quella che notoriamente costituisce il Sistema Nervoso Autonomo responsabile delle funzioni della vita vegetativa, indipendente dal controllo della volontà. Un sistema di cui la Scienza ha appurato le sue componenti materiali o anatomiche, ma di cui ignora completamente gli aspetti spirituali, filosofici, esistenziali, finalistici.
Tale ignoranza della Scienza è ciò che legittima l’impostazione più ampia qui considerata che, se da un lato introduce termini misteriosi o magici, d’altro lato costituisce il solo modo per inquadrare quella realtà inesplorata in cui aleggia il senso della vita.



Le due energie fondamentali dell'Universo


La legittimità di tale impostazione dualistica ed esoterica trova una conferma fondamentale in una strana coincidenza, che non può ragionevolmente essere casuale.
Per capire tale coincidenza, è tuttavia necessario riferirsi alla mia Teoria Generale dell’Esistenza: a quella teoria che, solo essa, spiega tutto l’Universo (scusate se è poco…., ma considerate che ha suscitato l’interesse dei maggiori centri di ricerca scientifica mondiali).
In base a tale teoria, si ha un Dualismo di base consistente nel fatto che l’Universo è fatto da due sole Energie Fondamentali, creatrici di ogni cognizione esistenziale e di ogni espressione materiale.
Tali Energie Fondamentali sono: l’Energia Elettromagnetica (quella stessa delle onde elettromagnetiche scientificamente conosciute) e l’Energia Psichica (un’energia strumentalmente non rilevabile, perché assolutamente priva di qualsiasi massa fisica). Tali energie sono complementari: nel senso che l’una non può esistere senza l’altra; nel senso che l’aumento quantitativo dell’una crea la diminuzione dell’altra; nel senso che l’aumento della frequenza vibratoria dell’una crea la diminuzione della frequenza vibratoria dell’altra; nel senso che qualsiasi cosa può esistere solo se può essere riferita al concetto della non esistenza.
Un ulteriore significato di tale dualismo universale è infatti quello che la materia, ovvero la Massa fisica, ha necessità di avere una cognizione della propria esistenza. L’ipotesi di tale necessità è obbligata dal fatto che la materia dell’universo è SEMPRE in continua trasformazione.
Tale trasformazione, peraltro, non può certo essere casuale, se tutti gli atomi dell’Universo si aggregano tra essi secondo misteriose regole precise. Per esempio, le piante che si nutrono di azoto, ma solo di quello prelevato dal terreno e non quello più abbondante che costituisce l’80% dell’aria! Altro esempio, la precisione con cui specifici atomi si legano solo a certe molecole in un modo preciso secondo esatti valori angolari riferiti alla tridimensionalità spaziale, trascurando l’aggregazione con le innumerevoli altre molecole di altro tipo che le circondano. Ovvero, cambiando tali valori angolari, nonostante si potesse ipotizzare una loro immutabilità in ragione di concentrazioni di campo elettrico create da orbitazioni elettroniche "vibranti". Ciò significa infatti che i punti spaziali di "contatto elettronico" tra atomi uguali o differenti sono, in ultima analisi, una "scelta psicologica" degli atomi; una scelta da cui deriva una loro trasformazione fisica (peculiarità degli orbitali elettronici) atta a rendere possibile il legame con certi atomi e non con altri, al fine di creare specifiche molecole e non altre. Processi aggregativi che avvengono con una precisione che potremmo considerare assoluta, se consideriamo che essi consentono la creazione di strutture chimiche formate da milioni di atomi, ognuno collocato in posizioni non derogabili.
Estendendo il concetto, basti considerare la stranezza del fatto che gli esseri umani desiderano aggregarsi tra essi e lo fanno con innumerevoli pretesti (partiti politici, tifoseria calcistica, religione, legami amorosi, eccetera). Infatti, nonostante ciò, vediamo che nei marciapiedi delle città, nelle metropolitane, si sfiorano migliaia di persone che si ignorano reciprocamente, anche se nel loro intimo vorrebbero stabilire legami di amicizia o di amore.
Osservando le proprietà dell’universo ad ogni livello di aggregazione della sua materia, rileviamo dunque indiscutibilmente scelte comportamentali. Scelte, che sussistono alla base di qualsiasi aggregazione ed attuative di una selezione imposta da ragioni non sempre motivate razionalmente: scelte perciò attribuibili a ragioni non accessibili alla esiguità delle conoscenze offerte dalla razionalità, ma solo a conoscenze che potremmo definire trascendentali, o più comodamente Inconscio.
Ciò sta a dimostrare fondamentalmente che qualsiasi tipo di materia dell’universo ha una coscienza di sé. Una coscienza costituita sia da ciò che è razionale e che possiamo dunque capire, sia da ciò che non è razionale e che pertanto non è possibile capire (come non è possibile capire l’infinito dello spazio e del tempo).



Evoluzione ed Involuzione


Una coscienza di sé che è l’elemento imprescindibile per effettuare una comparazione tra il sé e ciò che è esterno al sé; ovvero tra noi e ciò che non è noi; ovvero tra noi e ciò che è posto all’esterno di noi e che possiede una sua massa fisica.
Una massa esterna che ha anch’essa una sua soggettività espressa dal grado di accettazione o di repulsione del fenomeno aggregativo.
Qualsiasi tipo di materia dell’universo porta dunque in sé una cognizione esistenziale indispensabile per giustificare o creare il MOVIMENTO, L’AZIONE, LA TRASFORMAZIONE, L’EVOLUZONE di essa.
Una cognizione esistenziale che è necessaria alla materia per rendersi conto di esistere. Una cognizione esistenziale che, reciprocamente, può esistere se c’è una materia che giustifichi la sua esistenza.
Ecco dunque come la materia non possa esistere senza una sua psiche.
Da tale fatto diventa facile comprendere anche le leggi regolanti la interdipendenza tra massa materiale e psiche, espressiva di una loro complementarietà. Una complementarietà intesa come quella proprietà che, per far aumentare l’una, deve far diminuire l’altra.
Osservando l’universo in ogni sua espressione, vediamo che le trasformazioni della materia possono essere solo di due tipi: la Trasformazione Evolutiva e la Trasformazione Involutiva.
Quando parti di un corpo materiale si trasformano fisicamente o chimicamente o biologicamente in un modo evolutivo, altre parti di tale corpo sono costrette a trasformarsi in un modo involutivo. L’aumento di un modo crea la riduzione dell’altro modo.
Tali trasformazioni evolutive oppure involutive sono chiaramente distinguibili per il seguente fatto.
Le trasformazioni evolutive generano calore; le trasformazioni involutive invece, assorbono calore.
Peraltro, tali due tipi di processi universali hanno un’ulteriore proprietà inderogabile.
Le trasformazioni evolutive determinano un allontanamento preciso ed ordinato reciproco tra le particelle materiali della massa materiale (particelle sia di tipo molecolare, sia di tipo atomico, sia di tipo sub-atomico o nucleare). Per tale ragione, più una massa è vuota, leggera, con i suoi atomi aggregati in strutture geometriche che siano sempre più voluminose e capaci di imprigionare al loro interno quantità di spazio sempre più grandi, più tale citata massa è evoluta. Per contro, più la massa è compatta, dura, inerte, pesante, con pochi atomi, con poco spazio imprigionato da essi, più  il corpo solido è involuto.
Il processo evolutivo della materia è un processo tendente alla creazione di un aumento della complessità della vita. Il processo involutivo, per contro, è quello seguito da una materia che tende alla sua morte, creando il caos, il disordine di cui all’Entropia.



La densità della realtà

Sorprendentemente notiamo dai fatti naturali che ci circondano che, più la materia è complessa, superiore, evoluta, più la sua vita diventa breve: per esempio, i milioni di anni delle rocce, le migliaia di anni di certi alberi, le poche decine di anni della vita animale e dell’uomo.
Ma non è una contraddizione, bensì una conferma di cui ci si può rendere conto con altri ragionamenti esposti in altri miei Scritti Inumani su questo stesso sito Internet (Le molteplici densità del tempo e dello spazio create dai livelli di superiorità della materia universale, Ufo compresi).
In modo sintetico si ha, infatti, che la velocità del tempo non è una costante, bensì una variabile dipendente dal grado evolutivo della materia. Così pure lo spazio, che ha una sua intrinseca densità.
I precedenti argomenti sull’evoluzione della materia pongono una domanda: "Perché la materia si evolve"?
La risposta a tale domanda è molto semplice: "Perché la materia vuole diventare Dio, fermando il tempo ed eliminando il significato di spazio".
Per eliminare il tempo e lo spazio nei loro modi attuativi non deve esistere la materia. Ecco dunque un’altra interessante domanda: "Come fa la materia ad eliminare la sua massa, ovvero sé stessa, per trasformarsi in Dio"? La risposta è molto facile, perché suggerita da tutto ciò che vediamo attorno a noi (ovviamente guardato con una certa attenzione…).
La mia Teoria Generale dell’Esistenza (o Teoria Generale dell’Energia Psichica) stabilisce che la materia è essenzialmente il limite involutivo dell’Energia Elettromagnetica. Nel senso che le comuni onde elettromagnetiche (raggi delle onde radio, raggi infrarossi, raggi visibili, raggi ultravioletti, raggi X, raggi gamma) sono tanto più involute quanto più è alta la loro frequenza vibratoria, cosicché aumentando la loro frequenza fino a superare quella dei comuni raggi gamma, creano la massa particellare, cioè la materia.
Per fare ciò, tali onde elettromagnetiche dovrebbero ricevere ulteriore energia….meccanica!
Se la cosa vi fa ridere, vuole dire che non sapete come funziona un acceleratore di particelle: questa graziosa macchinetta che costa molti miliardi di euro ed ha la grandezza di una ventina di chilometri, non fa altro che fornire energia cinetica (meccanica) alle particelle elementari, in quantità tali da farle rompere facendole scontrare tra esse.
Tali particelle sono mosse sì da effetti elettrici e magnetici, ma solo per acquisire velocità, cioè energia meccanica, giacché esse possiedono una certa quantità di Massa.
Anche il treno è mosso, sì, dalla corrente elettrica cooperante con il magnetismo per creare la rotazione dei motori elettrici, ma solo perché tale treno può acquisire energia cinetica.
Di fatto, nell’universo si hanno sempre e solo due processi: un processo Involutivo con cui si crea la solidità e la compattezza della materia, ed un processo Evolutivo con cui si distrugge la materia.
Tale distruzione della materia avviene privandola di quelle onde elettromagnetiche che la costituiscono.
Più precisamente, essendo la materia a suo modo un "individuo cosciente" è più corretto dire che la materia, per evolversi verso dimensioni divine, si sta continuamente dando da fare per privarsi di onde elettromagnetiche. La materia trasforma la propria massa in energia elettromagnetica; un’energia che, in questo modo, può essere perduta mediante suo irraggiamento nell’Infinito dell’Universo.



La vita creata dal calore perduto

Più la materia è semplice, involuta, più le onde elettromagnetiche che essa emette sono energetiche, potenti: per esempio i raggi gamma emessi dalla materia di cui sono fatte le stelle.
Invece l’essere umano, che è dotato di un congruo livello evolutivo, può emettere solo onde elettromagnetiche poco energetiche.
Egli emette infatti raggi infrarossi, ovvero quelle onde elettromagnetiche che vengono emesse da corpi poco caldi, cioè fino a poche centinaia di gradi centigradi (ovvero da corpi non incandescenti che, essendo visibili, emettono onde elettromagnetiche nel campo dello spettro in cui sono presenti le onde costitutive della luce).
L’essere umano vivo ha infatti una temperatura di circa 36°C.  Una temperatura che non è lì per caso.
Tale temperatura è la stessa vita dell’individuo, perché esprime quella materia biologica del suo corpo che lotta per diventare eterna (….perlomeno ci prova!).
Eccoci dunque all’aspetto basilare dei ragionamenti finora esposti.
Il corpo umano DEVE emettere calore nell’ambiente per trasformare MASSE del suo corpo in energia. Secondo il buon Einstein, tale trasformazione avviene secondo la famosa formula
, stabilente che l’energia (meccanica) contenuta nella massa è proporzionale alla quantità di tale massa ed alla velocità della luce elevata al quadrato. Anche se non viene mai detto, tale formula è la stessa dell’Energia Cinetica che è ; il fatto che  matematicamente non sia la metà, è tutto da dimostrare, per il resto è lo stesso prodotto di una massa per una velocità).
La quantità di calore che deve emettere il corpo umano deve avere valori ben precisi. Se è troppa crea la morte, se è poca crea la morte; tale quantità di calore crea la vita dell’individuo solo se è quella GIUSTA. Quale è la quantità di calore giusta? La risposta è facile: quella che ci dà una sensazione di benessere e di gioia.
Per questo hanno inventato i vestiti per l’inverno ed hanno inventato i ventilatori (e condizionatori d’aria) per l’estate.



Conscio e Inconscio identificabil in Entità precise


Questa quantità di calore emessa dal corpo e creante la vita delle parti di esso, è tuttavia fonte di aspre lotte nell’ambito dell’organismo stesso.
Perché? Perché l’organismo umano è in realtà costituito da DUE entità, l’Entità Cosciente che è a contatto con l’ambiente e che pertanto delimita il volume dell’individuo, e l’Entità Inconscia (che è la più potente, la più importante, quella che lavora sempre: giorno e notte) la quale si deve fidare di ciò che gli dice la SUPERFICIE esterna del corpo.
L’Entità Cosciente lavora invece solo "di giorno", ovvero quando il corpo è sveglio.
Di fatto si ha che l’Entità Cosciente (o superficie del corpo dell’individuo) emette il calore prodotto dalle reazioni biochimiche che avvengono all’interno del corpo in un modo che è CONTINUO e SPONTANEO.
L’Entità Inconscia emette invece un’altra specifica quantità (e qualità) di calore, prodotta anch’essa da reazioni biochimiche, ma in un modo DISCONTINUO (o PULSANTE) e FORZATO.
In questo termine "FORZATO" c’è tutta l’espressione del potere dell’ENTITÁ INCONSCIA. Tale termine significa cioè che: se tale ENTITÁ INCONSCIA lo vuole, essa emette quel calore che è necessario emettere per creare la vita di tutto l’organismo. Se invece tale ENTITÁ INCONSCIA non lo volesse, direbbe NO: da ciò deriverebbe la morte di tutto l’organismo, e quindi deriverebbe anche la impossibilità di emettere il calore continuo da parte della ENTITÁ COSCIENTE.
Quando l’individuo dorme, la sua razionalità NON ESISTE PIÚ e pertanto NESSUNO potrebbe contrastare una volontà di morte che venisse espressa dalla ENTITÁ INCONSCIA.
L’emissione di calore da parte dell’ENTITÁ INCONSCIA, peraltro, avviene in un modo particolarissimo e delicatissimo. Essa avviene aspirando aria dall’ambiente, introducendola all’interno del corpo mediante la molteplicità delle cavità presenti nei polmoni. Queste cavità devono essere più umide e più calde dell’aria che viene posta a contatto di esse, per attivare il passaggio di calore dai polmoni all’aria. Per una inderogabile proprietà fisica universale, infatti, il calore può passare solo da un corpo con temperatura maggiore ad un corpo con temperatura minore rispetto ad esso.
Dopo che tale aria è stata così riscaldata, essa viene espulsa ciclicamente all’esterno, dissipando così quell’energia elettromagnetica attinente le onde infrarosse che aveva ricevuto dai polmoni.
Polmoni che, in questo modo, assolvono il compito di offrire anche all’ENTITÁ INCONSCIA la possibilità di evolversi verso il divino creando una "specificità di vita", ovvero una specifica ENERGIA PSICHICA (definita dalle innumerevoli frequenze creanti il suo Spettro).



Conclusioni

Da quanto detto si può capire cosa succede quando d’inverno si dorme in una casa calda.
Mentre il corpo esterno (ENTITÁ COSCIENTE) può dormire quasi nudo ed emettere ugualmente per tale motivo cospicue quantità di calore in ragione della differenza di temperatura tra il corpo (36°C) e l’aria ambientale (per esempio 30°C), i polmoni devono effettuare pompaggi dell’aria molto più frequenti. Pompaggi, necessitanti di ulteriore energia meccanica fornita dai muscoli (diaframma e altri muscoli dell’apparato respiratorio), la quale immette altro dannoso calore INVOLUTIVO all’interno del corpo; le contrazioni  muscolari avvengono infatti mediante reazioni chimiche esotermiche.
In altre parole, i polmoni funzionano fino ad un certo punto critico nell’equilibrio esistente tra la necessità vitale (di emettere in modo funzionale la quantità di calore ripartita secondo criteri riferiti alla normalità), e la necessità di emettere ANCHE una quantità di calore PATOLOGICA creata dal fatto di disporre come veicolo dissipatore un’aria che è  calda.
Patologica, perché assoggettata alle difficoltà di cedere calore ad un veicolo dissipatore costituito dall’aria, il quale è dotato di una temperatura maggiorata, dovuta all’altro fattore di riscaldamento inerente la NORMALITÁ dei cicli fisiologici VITALI.
Più l’aria che entra nei polmoni ha una temperatura che si avvicina a quella dell’interno dei polmoni, meno tale aria sarà in grado di ricevere calore da parte dei polmoni associati all’ENTITÁ INCONSCIA.
L’emissione vitale di calore da parte dei polmoni è aumentata dalla evaporazione dell’acqua presente sulle superfici umide delle loro cavità; un’evaporazione che è ovviamente facilitata dall’introduzione nei polmoni di aria ambientale secca. Più l’aria introdotta è umida e calda meno calore sottrae ai polmoni.
Nei polmoni deve entrare aria fredda. Ecco pertanto che il corpo esterno può emettere la giusta quantità di calore per il proprio benessere in vari modi, ma il corpo Interno può trovare benessere solo con l’aria fredda.
È questo il motivo per cui gli sciatori traggono beneficio dalla loro attività sportiva. Ad essi è infatti impedito di emettere TROPPO CALORE mediante indumenti che mantengono caldo il loro corpo  (gli fanno emettere solo la quantità di calore che non faccia scendere la temperatura del corpo al di sotto dei valori di benessere e funzionalità, cioè 36°C). Nel contempo, viene fornita ai loro polmoni la freddissima aria ambientale dotata di una temperatura di vari gradi al di sotto dello zero Celsius (evidenziata dal fatto che la neve è presente solo quando l’aria è sottozero, altrimenti si scioglierebbe e diventerebbe acqua gelida).
Per lo stesso motivo, è notorio che molte persone amano dormire con le finestre "aperte" durante l’inverno mentre il loro corpo è al caldo sotto le coperte. Persone che fisicamente godono di ottima salute, e che non prendono né raffreddori, né influenze: semplicemente perché mettono il loro organismo nelle condizioni di operare in modo ideale, vitale, evolutivo.


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