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14.
CHE COSA È L'ALIMENTAZIONE

Riassunto

A  livello mondiale si ha una concezione dell’alimentazione completamente sbagliata. Infatti, non si è capito che essa è un processo fisico mediante il quale qualsiasi cosa materiale dell’universo tende ad un aumento dello spazio strutturale presente al suo interno. Ciò avviene mediante la trasformazione della massa in energia radiante al fine di realizzare una psiche (Dio) priva di materia.
È per questo motivo che gli animali e l’essere umano possono rimanere vivi solo emettendo calore all’esterno. Tale emissione termica avviene mediante le complesse reazioni chimiche realizzate dalla trasformazione del cibo; essa costituisce il fattore magico realizzatore della cognizione esistenziale.


Secondo un moderno dizionario, la nutrizione è "assunzione da parte di organismi viventi dei principi energetici necessari per espletare le proprie attività vitali, riparare le perdite, completare l’accrescimento e compiere le fatiche”.
Volendo poi sapere cosa sono tali "principi energetici", ci si rende conto che sostanzialmente non sono definibili, ma che, tutt'al più, si può indirettamente conoscere solo alcune loro proprietà molto lontane dal concetto di vita, di cognizione dell'esistenza a cui invece dovrebbero essere legati.
In altre parole le attuali cognizioni ufficialmente scientifiche non hanno capito niente di cosa è , in ultima analisi, l'alimentazione.
Per comprendere il concetto di alimentazione, dobbiamo esaminare ogni aspetto in cui la materia dell'universo ci appare. Vediamo così che qualsiasi cosa è sempre fatta di particelle materiali (molecole, atomi, protoni, eccetera) che sono dotate di proprietà dipendenti dal come tali particelle sono stabilmente legate geometricamente tra di esse nello spazio. Un atomo, per esempio, è fatto da una specie di pallina (il nucleo con protoni e neutroni) che sta insieme ad un'altra pallina molto distante che gli gira intorno (elettrone).Una molecola, altro esempio, è fatta da due o più atomi che stanno attaccati tra di essi in certi specifici punti; come delle palline che siano attaccate tra esse sempre in un certo modo.Qualsiasi cosa osserviamo, anche la più complessa, è sempre fatta in questo modo. Delle particelle materiali, cioè, che sono distanziate tra di esse per fare una specie di "gabbia", che ha la possibilità di essere unita ad altre gabbie per realizzare reticoli di gabbie sempre più complessi, sempre più grandi, nei quali le particelle materiali possono disporsi sempre più lontane le une dalle altre.
Questa esposizione potrà sembrare semplicistica, ma è assolutamente esatta; tale semplificazione ci consente di vedere in modo panoramico ciò che le comuni spiegazioni scientifiche impediscono di vedere, proprio perché sono spiegazioni sempre più complesse, sempre più profonde, sempre più rivolte al dettaglio, fino a perdere i riferimenti di base. In natura, dunque, vediamo che più le espressioni materiali sono complesse, evolute, superiori, più esse sono leggere, fragili, precarie, delicate, vuote, racchiudenti in esse una grande quantità di spazio: come casi-limite potrebbero essere prese ad esempio le zeoliti, le spugne, oppure le chiome degli alberi.
Se ponessimo in una progressione di complessità tutte le strutture chimiche e biochimiche che conosciamo, potremmo chiaramente vedere una progressione evolutiva, deducibile dal fatto che se c'è un 3 è perché si sono messi insieme 1 + 1 + 1; ovvero, che prima era necessario disporre del 1 e poi si poteva creare il 3  . Tale progressione evolutiva è la conseguenza del fatto che un 1 , ad un certo momento si è appropriato di un altro 1  formando il 2, e che poi il  2 si è appropriato di un altro 1 per formare il 3. L'esistenza della  struttura 3 cioè, è la conseguenza del fatto che è esistita una volontà di appropriarsi di ciò che era necessario a ciò: ovvero gli  1.
Si potrebbe cioè dire che il 3 è stato generato dal fatto che il 2   ha mangiato un 1 , lo ha conquistato, lo ha incorporato in sé , rispettando una certa sequenza evolutiva.In questi esempi, nonostante le loro semplicità-limite, è contenuto il concetto fondamentale dell'alimentazione.
Se a tale concetto associamo il precedente concetto evolutivo, per il quale l'evoluzione, la creazione di corpi più complessi, deriva dalla progressiva distanziazione delle particelle materiali, allora possiamo ben capire che l'alimentazione consiste nell'appropriazione di spazio. Questa appropriazione, o il mantenimento di essa, è un fatto difficile, perché contrastato da forze universali che tendono invece a riportare tali particelle materiali alla condizione di essere attaccate le une alle altre. Tali forze sono costituite dalle interazioni scoperte dalla fisica: gravitazionale, elettromagnetica, nucleare. Tali forze sono tuttavia tutte centripete; tutte cioè capaci solo di avvicinare le particelle materiali. A questo punto, è inevitabile riscontrare che esiste una interazione sconosciuta che si oppone alle citate interazioni note; infatti, è indiscutibile che esistono processi chimici (evolutivi) creanti molecole che fanno aumentare la distanza tra le loro particelle materiali costitutive. Più esattamente, tali reazioni chimiche creano strutture che si appropriano di spazio: che "mangiano" dello spazio. Detto spazio diventa in tal modo esso stesso espressione della citata energia distanziatrice delle particelle.
Esaminando ora l'alimentazione al nostro livello di esseri umani, vediamo che essa è sostanzialmente un acquisire delle sostanze (il cibo), un demolire successivamente in modi specifici per ognuna di esse (digestione), un ricostruire infine nuove strutture utilizzando i prodotti creati dalla demolizione precedente. Da un punto di vista fisico risulta che, qualsiasi reazione chimica che determini un aumento di spazio inter-atomico o inter-molecolare, genera sempre calore (reazioni esotermiche); per contro, qualsiasi somministrazione di calore crea modificazioni chimiche tali da ridurre detto spazio inter-atomico o inter-molecolare (reazione endotermica). Siccome i corpi viventi hanno una temperatura corporea superiore a quella ambientale, è evidente che essi emettono continuamente calore; ovvero che al loro interno si creano continuamente strutture che implicano aumento delle citate distanziazioni delle particelle materiali. Nei corpi viventi cioè , si hanno dei processi che, come risultato, devono esprimere la creazione continua di una "pressione psichica" che consenta il mantenimento dei volumi spaziali conquistati; è un po' come un compressore che mantenga gonfio un pneumatico bucato: appena si ferma il compressore, il pneumatico si sgonfia. Il fatto che il pneumatico rimanga gonfio può essere un fatto direttamente proporzionale al consumo di energia da parte del compressore (ovvero al calore che emette il compressore mentre funziona). Il mantenimento di tale pressione psichica di equilibrio costituisce la stessa possibilità di esistere di quel corpo. Siccome "esistenza" è "cognizione" di esistere, ecco come la citata acquisizione di spazio sia considerabile un fatto psichico, la stessa vita di quel certo corpo.
Ecco, dunque, che la psiche appare come un'energia antagonista che supera le energie involutive (o centripete o di morte) delle forze gravitazionale, elettromagnetica e nucleare.La stessa ricerca ed acquisizione di "gabbie", o strutture, finalizzata alla creazione di strutture molecolari sempre più rarefatte, è sostanzialmente ciò che consente il mantenimento della propria esistenza…. cioè un particolare tipo di alimentazione.Le "gabbie" servono soltanto come strutture che sorreggano le particelle materiali per evitare il loro precipitare centripeto; le gabbie, cioè, non sono l'essenza della distanziazione ma un mezzo per raggiungerla. Esse sono come le centine o impalcature per creare un ponte o una volta: sono indispensabili all'inizio, e potrebbero restarci finché servono, ma l'evoluzione costruttiva (ovvero il suo completamento) prevede poi l'eliminazione di tali centine o impalcature di sostegno.
Questo discorso, per dire che l'alimentazione come è concepita da noi (ovvero proteine, grassi, carboidrati, eccetera) è un'alimentazione tipo centina, tipo struttura di sostegno. Lo scopo finale dell'alimentazione è invece il risultato dell'impiego di tale centina, ovvero ciò che deriverà dall' introduzione nel nostro corpo di bistecche, patate, formaggi, eccetera.
Ciò che deriverà, infatti, è l'energia distanziatrice delle particelle materiali, l'energia psichica, ovvero l'energia vitale.
Tali impalcature di sostegno vanno dunque ben distinte da ciò che esse sostengono; nello stesso modo in cui non si può dire che l'uomo mangi le bottiglie di vino solo perché il vino è sempre associato a tali bottiglie.
L'uomo infatti si nutre del vino, non del vetro delle bottiglie che lo contengono.Per avere un esempio più facile che consenta di capire la proporzionalità tra distanziazione delle particelle materiali ed energia psichica, ci si può pertinentemente riferire ai suoni.
Immaginate una corda di chitarra tesa sullo strumento: essa emetterà un certo suono, ovvero una vibrazione con una certa precisa frequenza. Se tendiamo tale corda con gli appositi tenditori, essa emetterà evidentemente un altro suono più acuto, cioè con una frequenza più elevata. Si vede da ciò, che l'aumento di acutezza è stato determinato dall'aumento della distanza tra le particelle materiali costitutive della corda, che ha infatti subíto meccanicamente un allungamento.
Come nel caso della corda l'aumento è riferito alla frequenza del suono, nel caso dei corpi in genere l'aumento della distanza tra le particelle crea frequenze psichiche più elevate; ovvero cognizioni esistenziali più evolute.

                                                                                                                                                         

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