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 28 novembre 2013

37.
COME  CREARE E COME ELIMINARE
ARTIFICIALMENTE
URAGANI          E         TORNADO
(CICLONI,   TIFONI   e   TROMBE D’ARIA,   TROMBE MARINE)

P  A  R  T  E        S  E  C  O  N   D  A
RIASSUNTO


In questa seconda parte (17 pagine) dell’articolo, è indicato come creare artificialmente un uragano o un tornado.
Ciò allo scopo di far dissolvere, con una pluralità di uragani creati artificialmente, eventuali uragani "naturali".
In particolare è indicato in tre, il numero di uragani da coinvolgere tra essi per creare il loro dissolvimento mediante lo scontro delle masse d’aria che così si determina.



IL VERSO DI ROTAZIONE CON CUI UN URAGANO PUÓ TRASCINARNE UN ALTRO


Nella figura 4, per indicare come contrastare un uragano o un tornado, si è fatto l’esempio di due ruote poste una vicina all’altra e giranti nello stesso verso di rotazione.
Nella sua essenzialità, tale esempio è validissimo. Tuttavia, ritengo che sia opportuno svilupparlo nei suoi concetti tecnici, per poter agire sul problema Uragani e Tornado in un modo più mirato, più articolato, più efficace.
Nel citato esempio di
Fig. 4 si è considerato un primo uragano naturale X, in formazione e da distruggere, che viene  affiancato da un secondo uragano artificiale Y nel quale i venti girino attorno al centro (occhio del ciclone) secondo un verso anti-orario uguale a quello del primo uragano X.
La possibilità che l’uragano artificiale
Y abbia lo stesso senso di rotazione dell’uragano X è ritenuta possibile sulla base della considerazione che, tali due uragani, operano in una stessa area geografica e dove, pertanto, è probabile che i fattori stabilenti il senso di rotazione dell’uragano X sussistano ugualmente nella zona in cui si crea l’uragano artificiale Y.
Ciò presuppone però che tale uragano artificiale venga creato in una zona dove non siano presenti neanche i tipici venti di coda dell’uragano
X.
Altrimenti tali venti diventerebbero un elemento comune anche all’uragano artificiale
Y che lo farebbero girare in un verso opposto a quello dell’uragano naturale. Si avrebbero cioè due uragani contro-rotanti: uno in senso orario e l’altro in senso anti-orario.
A seguito di ciò, i due uragani
X ed Y girerebbero come due ruote dentate ingrananti che  si trascinano in una rotazione concomitante. In questo modo si realizzerebbe una riduzione della forza dell’uragano naturale X, ma non la sua disgregazione.
Per attuare tale disgregazione è infatti necessario che le rotazioni dei due uragani avvengano nello stesso senso (come illustrato in
Fig. 4): solo così, nella comune ZONA DI CONTATTO  delle due teoriche ruote dentate, si possono avere venti che si scontrino l’uno contro l’altro, in ragione dei versi opposti delle velocità periferiche di tali ruote che così si attuano.
Per questi motivi è opportuno approfondire tale tecnica di distruzione degli uragani, da me inventata e qui proposta, per evidenziare varianti migliorative.

LA CASUALITÁ DEL SENSO DI ROTAZIONE DEGLI URAGANI

Innanzi tutto va chiarito che, la potenza di un uragano o di un tornado, dipende dalla possibilità che masse d’aria periferiche possano convergere verso un centro comune.
Più tali masse d’aria sono grandi, maggiore è l’energia cinetica che esse possono esprimere. Tale energia cinetica deriva dalla differenza di pressione tra periferia e centro del sistema giacché, più tale differenza è grande, più è grande la velocità centripeta che essa può creare.
Ciò significa che, pur essendo possibile generare un uragano o un tornado mediante la creazione artificiale di una colonna verticale di aria a bassa pressione in qualunque luogo, è preferibile che tale luogo sia anche, di per sé, un luogo a bassa pressione circondato da masse d’aria ad alta pressione. Con le normali rilevazioni meteorologiche, l’individuazione di tali aree è facilissima.
Oltre a ciò va considerato che, la determinazione del senso di rotazione di un uragano non è affatto prestabilibile; inoltre, che la cosiddetta forza di Coriolis non esiste (come dimostrato in seguito).
La massa dell’atmosfera è infatti assoggettata ad una molteplicità di movimenti creati da una pluralità di fattori estremamente variabili, in cui la rotazione della Terra può partecipare con le componenti cinematiche atte a creare vortici.
Tanto per cominciare, va considerato che l’atmosfera è un qualcosa di appoggiato sulla superficie della Terra. La Terra gira attorno al suo asse con velocità angolare costante (compiendo un giro al giorno), ma la velocità periferica della sua superficie è massima all’equatore e nulla ai due poli. L’atmosfera sarebbe soggetta ad essere trascinata anch’essa a tali velocità, senonchè detta atmosfera è assoggettata a propri movimenti verticali dovuti al riscaldamento ciclico del sole (del giorno e della notte), e creanti in ogni emisfero le tre celle di Hadley, di Ferrel, dei Poli, con circolazioni proprie. Tali movimenti sono attuativi di un rimestamento coinvolgente lo scambio termico di essa atmosfera con la estrema diversità delle temperature della superficie terrestre e delle temperature della superficie dei mari, creando con ciò accelerazioni e conseguenti forze inerziali attuative di scontri tra le energie cinetiche delle differenti masse in movimento irregolare.
La stessa atmosfera è attraversata dai raggi solari secondo spessori variabili in ragione della sua sfericità.
La superficie terrestre, peraltro, riceve i raggi solari con angoli di incidenza differenti, creanti riscaldamenti differenti tra l’equatore ed i poli.
Il tutto, assoggettato alla variabilità connessa con la ciclicità stagionale.
Tali fattori di irregolarità dei movimenti dell’aria costitutiva dell’atmosfera sono poi resi ulteriormente irregolari dal fatto che i venti, che essi di fatto esprimono, sono soggetti a scorrere su una superficie terrestre tutt’altro che liscia e sferica. Si ha infatti la differenza dei rilievi delle montagne, nonché la differenza dell’altezza delle onde marine create anche dalle maree, nonché la differenza della "rugosità" della superficie terrestre espressa da foreste, da pianure senza vegetazione, eccetera. Ciò implica infatti che, i movimenti orizzontali dell’aria, non derivano solo dalle variazioni dei movimenti  ascensionali di origine convettiva, ma derivano soprattutto anche dalle variazioni create dagli ostacoli al citato movimento orizzontale dei venti.
Tali flussi caoticamente mutevoli dell’atmosfera, pertanto, creano enormi scorrimenti orizzontali delle masse d’aria (venti) che non sono paragonabili alle differenze di scorrimento  tra il suolo terrestre e l’aria che appoggia su di esso.
Tale aria costitutiva dell’atmosfera infatti, se non sussistessero i fattori termici considerati, girerebbe attaccata al suolo, mantenendo inalterate tutte le differenti velocità periferiche  tra raggio massimo dell’equatore e raggio di rotazione nullo ai poli. Ciò che crea scorrimento è l’accelerazione di un corpo rispetto ad un altro, ma poiché la velocità di rotazione della Terra è costante, tale accelerazione non esiste.
Considerando le notorie celle di Hadley, di Ferrel , dei Poli, in esse l’aria ruota secondo una spirale cilindrica che avvolge la terra in tre fasce di latitudine di circa 0-30°, 30°-60°, 60°-90°. Con tale particolare circolazione fondamentale, si attiva il trasferimento di masse di aria calda dalle latitudini tropicali e subtropicali verso i due poli nord e sud; inoltre, inversamente, di aria fredda dai due poli verso l’equatore. I versi di circolazione dell’aria, secondo i citati andamenti spiraliformi con asse tangenziale nei piani delle latitudini, sono concomitanti (come l’ingranamento di due ruote dentate). Ciò fa in modo che i venti che lambiscono la superficie della Terra, dopo essere discesi con il  loro moto spiraliforme e prima di risalire, sempre in ragione del loro citato modo spiraliforme, hanno un orientamento obliquo costante lungo tutto lo sviluppo della citata spirale, disposta orizzontalmente sulla superficie della Terra alle latitudini citate.
Se considerassimo tali orientamenti (nord est- sud ovest, oppure nord ovest- sud est)  come appartenenti a tre ruote dentate affiancate ingrananti e girevoli con il loro asse di rotazione verticale, vedremmo che di tali ruote due avrebbero un verso concomitante, mentre la terza ruota avrebbe un verso contrario impedente la rotazione delle altre due.
Tali considerazioni sono volte a far capire che il senso di rotazione degli uragani e dei tornado (da cui deriva la circolazione dei venti all’interno delle citate tre celle di Hadley, di Ferrel, e dei Poli) non è affatto determinato dalla rotazione della Terra e dal tipo di emisfero (boreale o australe), ma da altre cause più macroscopicamente meccaniche ed inerziali.
Va infatti considerato l’ordine di grandezza del diametro di un uragano rispetto alla enormemente maggiore grandezza delle citate celle.
Partendo dunque da tale presupposto, qualora si dovesse creare artificialmente un uragano, vanno considerate tali cause e non certo l’effetto Coriolis, giacché è un effetto esclusivamente percettivo, ma non materiale. Come dimostrato, peraltro, dalla diversità delle rotazioni nelle citate tre celle convettive nei due emisferi della Terra.

DIFFERENZE NELLA CREAZIONE DEI TORNADO E DEGLI URAGANI


Per tali ragioni è dunque opportuno paragonare gli Uragani ed i Tornado a ruote dentate, per determinare un loro "ingranamento" secondo versi di rotazione che creino flussi contrapposti nella loro zona di tangenza. In questo modo si potrà attuare la frenatura massima delle rotazioni dei tornado.
In alternativa a tale soluzione, è possibile creare una moltitudine di piccoli tornado artificiali all’interno di un Uragano o Tornado naturali da annullare; infatti, i venti così creati romperebbero comunque le traiettorie tese dei venti degli Uragani e Tornado naturali e principali.
Per cogliere in un modo più facile l’essenza della tecnica di annullamento degli uragani qui esposta, è opportuno il seguente quiz.
Consideriamo la seguente definizione per capire di cosa si tratta.

  • Ha un minimo di quattro ruote, ma può averne anche un numero maggiore.

  • Ha un motore che fa girare le ruote.

  • Sopra le ruote ha un contenitore di cose varie.

  • La sua forma comprende anteriormente una cabina di guida.

Che cos’è?
Risposta 1)  
Un giocattolo per bambini riproducente un autocarro. Può essere la risposta giusta.
Risposta 2)
È un grande autocarro capace di trasportare merci pesanti molte tonnellate. Può essere la risposta giusta.
Dalle sopra citate definizioni sono dunque possibili due risposte altrettanto valide.
Per stabilire quale delle due risposte è quella valida, giacché la cosa da definire è una sola, sarebbe necessario un ulteriore dato: una ulteriore definizione che stabilisca quanto è grande la cosa da definire.
Se si dicesse che tale cosa è lunga dieci centimetri si convaliderebbe la risposta 1, che stabilisce si tratta di un giocattolo.
Se si dicesse che tale cosa è lunga 6 metri si convaliderebbe la risposta 2, che stabilisce si tratta di un vero autocarro.
Queste due cose, il giocattolo e l’autocarro, in ragione di tale precisazione della loro grandezza coinvolgono una enormità di fattori, a cominciare dal come tali due cose vengono costruite: tecniche e materiali completamente diversi.
Questo esempio ci fa capire che, nonostante i tornado e gli uragani abbiano definizioni in comune (quale, per esempio, l’aria che gira vorticosamente con velocità di centinaia di chilometri all’ora e capace di arrecare grandi distruzioni), essi sono differenti per la loro grandezza.
Un piccolo tornado può avere un diametro anche inferiore a 50 metri; un grande tornado ha un diametro di circa 500 metri.
Gli Uragani, chiamati anche Cicloni, oppure Tifoni nell’aerea asiatica, hanno invece dimensioni molto più grandi: la loro zona di vortice ha un diametro anche di 500 chilometri, e la loro zona di coda dove i venti sono più deboli può arrivare ad un diametro di 1000 chilometri.
Come ordine di grandezza si può dire, pertanto, che gli uragani sono un migliaio di volte più grandi dei tornado.
La loro differenziazione, tuttavia, non si limita alla loro grandezza. Essi sono diversi anche per altri aspetti. Rispetto agli uragani, i tornado hanno una durata più breve, hanno venti di massima intensità che superano i 400 Km/h, il loro spostamento è caotico, imprevedibile, si formano in un modo improvviso sia a terra che in mare, non concedono tempo di mettersi al riparo. In certi casi si muovono in coppia ruotando in sensi opposti con una dinamica sconosciuta alla scienza.

L’INESISTENZA DELLA FORZA DI CORIOLIS

"Dinamica sconosciuta" che smentisce come causa della rotazione la "forza" di CORIOLIS:
una forza fittizia, inesistente, immaginaria, che un osservatore poco avveduto giudicherebbe come necessaria a spingere l’aria nel verso necessario alla rotazione.
Tale famosa forza è quella ipotizzata per semplificare i calcoli matematici sui sistemi rotanti (quali movimenti dell’acqua, dell’aria , dei proiettili di artiglieria) rispetto alla sottostante superficie della Terra che è in rotazione.
È noto infatti che un punto posto sull’equatore si sposta di circa 40.000 Km (la lunghezza della circonferenza) nelle 24 ore del giorno (1 giro della Terra), con una velocità che è pertanto di 1.666 Km/h.
Tale rotazione della Terra avviene attorno all’omonimo asse con direzione quasi coincidente con l’asse magnetico Nord-Sud (che è diverso dall’asse di rotazione ma che ha un’inclinazione quasi uguale); per tale motivo, le velocità periferiche  della forma sferoidale della Terra sono massime all’equatore (raggio di rotazione massimo) e sono minime ai poli (raggio di rotazione nullo).
Nelle zone intermedie si hanno ovviamente velocità periferiche della superficie della Terra che sono intermedie.
Una persona che sta a Roma, per esempio, si sposta alla velocità di 1.340 Km/h.
Anche l’aria che appoggia sulla superficie della Terra  si sposta alla stessa velocità periferica di tale superficie.
Considerando l’aria posta all’equatore, essa si sposta dunque alla citata velocità periferica di 1.666 Km/h.
Se, per una causa qualsiasi, tale aria si spostasse per esempio verso NORD (cioè in una direzione perpendicolare a quella normale) essa conserverebbe temporaneamente la stessa velocità: ciò è quanto potrebbe rilevare un osservatore che fosse situato al di fuori della Terra.
Se tale osservatore si trovasse a Roma, invece, egli avrebbe la sensazione che l’aria si muova verso EST, perché la Terra in tale zona si muove verso EST più lentamente dell’aria: tale osservatore supporrebbe pertanto che esista una forza che spinge l’aria verso EST; una forza che pertanto non esiste, ma è come se esistesse ed è chiamata forza di CORIOLIS (un concetto usato nel 1835 dal fisico francese Gaspard de CORIOLIS).
Poiché i tornado ruotano QUASI  sempre in senso antiorario nell’emisfero NORD (boreale) della Terra ed in senso orario nell’emisfero SUD (australe), "per dover dare sempre prova che tutto è scientificamente sotto controllo" si è ritenuto vantaggioso attribuire la rotazione dei tornado alla citata forza di Coriolis.
In realtà, come detto, i tornado non sempre rientrano nella citata regola, dimostrando con ciò che la loro causa potrebbe essere differente da quella ipotizzata.
Premesso doverosamente quanto sopra e le differenze tra i tornado e gli uragani, va invece rimarcato un elemento comune ai due fenomeni.

LA DEPRESSIONE CENTRALE COME FATTORE ACCOMUNANTE GLI URAGANI AI TORNADO

Tale elemento è costituito dal fatto che nel centro di rotazione (occhio del ciclone) si ha sempre una DEPRESSIONE, ovvero una pressione più bassa di quella normale e che, pertanto, crea un richiamo verso tale centro delle masse d’aria, esterne e periferiche, che si trovano a pressioni maggiori.
A questo punto va introdotto nel discorso il citato aspetto della differente grandezza tra tornado ed uragani.
I tornado sono piccoli mentre gli uragani sono grandi. Sono apparentemente uguali come un giocattolo a forma di autocarro ed un autocarro vero: quello che li differenzia è il modo in cui vengono costruiti.
Un giocattolo è infatti costruito con materiali ed attrezzature industriali completamente differenti da quelle usate per costruire gli autocarri veri.
Questa precisazione è necessaria, perché nella prima parte di questo mio articolo, si era considerata come causa della depressione centrale (occhio del ciclone, centro del tornado) un rapido raffreddamento dell’aria.
In effetti questo è indiscutibilmente vero, giacché qualsiasi aeriforme (aria, gas) quando viene raffreddato, a parità di volume, diminuisce la propria pressione.
Tuttavia, è in contrasto con quanto viene rilevato nell’occhio del ciclone, cioè al centro degli uragani delimitato da una muraglia di nuvole. In  tale zona, che ha un diametro di solito compreso tra 3 e 20 Km, si ha una colonna di aria a bassa pressione che è CALDA.
Tale fatto, tuttavia, non è una contraddizione a quanto detto: è semplicemente  un differente modo di produrre la stessa cosa (la depressione dell’aria) giustificato dalla grandezza del fenomeno. Come un assale della ruota di un autocarro giocattolo è fatto in un modo diverso dall’assale di un autocarro vero.
In termini più concreti, una depressione non è solo quella creata dal raffreddamento dell’aria, bensì è anche quella creata dal movimento di aspirazione di uno stantuffo scorrevole all’interno di un suo cilindro a tenuta ermetica.
È l’effetto, cioè, che si può sperimentare con una qualsiasi siringa per fare iniezioni: tirando all’indietro lo stantuffo si richiama per aspirazione all’interno della siringa l’aria o i liquidi esterni.
In altri termini, nei tornado che sono piccoli, la creazione della depressione centrale è convenientemente realizzabile mediante il raffreddamento di una colonna d’aria.
Negli uragani, che sono immensi, la creazione della depressione centrale è più convenientemente realizzabile mediante un "grande stantuffo".
Uno stantuffo che ovviamente non è solido, bensì costituito da una grande massa d’aria che venga fatta risalire rapidamente verso l’alto, per richiamare centripetamente nella zona posta più in basso aria dotata di una pressione maggiore.
Tale risalita dell’aria è facilmente ottenibile, perché è sufficiente riscaldare tale aria.
L’aria calda ha infatti un peso specifico inferiore a quello dell’aria fredda, cosicché l’aria calda tende a galleggiare sull’aria fredda e così risale (come risalgono tutti i galleggianti) verso l’alto: su questo principio funzionano i camini posti sopra il fuoco, nei quali risalgono velocemente i fumi.
Ecco pertanto che, per creare un uragano è sufficiente realizzare (in modo facilissimo) un grande cilindro verticale di aria calda prodotta convenientemente alla sua base.
I maligni potrebbero pensare che tale grande cilindro verticale di aria calda possa essere creato mediante radiazioni elettromagnetiche: emesse da un satellite artificiale in orbita attorno alla Terra, oppure emesse da navi specificamente equipaggiate, e riscaldanti progressivamente con radiazioni elettromagnetiche una certa zona delimitata. Tuttavia, benché ciò possa essere ben giustificato, ci sono altri fatti che obbiettivamente assolverebbero "per mancanza di prove" qualsiasi malvagio.

PRESUMIBILE INNOCENZA DEGLI USA

Per esempio, se si dovesse puntare il dito accusatore contro gli USA (la indiscutibilmente più grande potenza economica, industriale e militare del mondo) si dovrebbe tenere conto che, nella sua regione delle Grandi Pianure, i tornado sono molto più violenti e frequenti che in ogni altra parte della Terra.
Negli USA, ogni anno si verificano mediamente 80 morti e 1.500 feriti. Lo stesso discorso vale per gli uragani, giacché gli USA sono notoriamente vittime di uragani spaventosi.
E ciò anche in tempi in cui non esisteva alcuna tecnologia spaziale: basti considerare l’uragano di Galveston che si è abbattuto nel Texas, nel settembre del 1900, e che ha provocato 8.000 morti.
Per dirla chiara: esistono divinità ostili agli USA che costituiscono una persecuzione immanente, espressa chiaramente da quanto indicato dalla bandiera americana, esaminata alla luce del potere degli archetipi (vedasi mio articolo: "Archetiposofia, scienza della superstizione").
La mia opinione, pertanto, non è finalizzata ad accusare alcuna super-potenza militare: i tornado, gli uragani sono generati con le leggi fisiche da me esposte, ma non da esseri umani, bensì dagli Ultrauomini.
Gli uragani ed i tornado sono creati dagli Angeli degli UFO, che sono i nostri carnefici per loro necessità alimentari.
Da sempre gli uragani ed i tornado flagellano l’umanità, in ogni luogo della Terra. Ora qui domani là, con continuità ciclica, necessaria alle popolazioni per ritornare a stare bene…
mature al punto giusto per avere l’anima commestibile, da prelevare dopo la strage!
In questa situazione, si ha anche un contrasto tra "Angeli buoni e Angeli cattivi", cosicché gli "Angeli buoni" hanno costretto uno sfigato a fare il Messia, ed a spiegare all’Umanità come difendersi dagli "Angeli Cattivi". Purtroppo quello sfigato sono io.

COME IMPEDIRE LA FORMAZIONE DEGLI URAGANI E DEI TORNADO

Sia gli enormi Uragani o Cicloni o Tifoni sia i piccoli Tornado o Trombe d’aria sono accomunati dal fatto di possedere un centro di rotazione in cui vi è una bassa pressione dell’aria, da cui deriva la possibilità di rotazione estrinsecata dalla pericolosa velocità dei venti.
Ciò che dà la potenza a tali giganteschi vortici è la differenza di pressione dell’aria tra la zona costitutiva del centro e le zone periferiche: più è grande tale differenza di pressione, più tali zone periferiche possono essere ubicate lontano e coinvolgere grandi volumi di aria.
Volendo impedire la formazione o lo sviluppo di un uragano, si è già nella condizione atmosferica adatta, giacché tale uragano o simile si è già materializzato almeno nella sua fase iniziale.
Ciò significa che si ha già il vantaggio di avere una zona geografica dove è facile creare artificialmente un altro uragano nei modi precedentemente descritti. Ovvero creare una piccola colonna verticale di aria fredda se si intende creare un tornado, oppure creare una grande colonna di aria calda in movimento verso l’alto se si intende creare un uragano.
Per eliminare uragani e tornado "spontanei" è infatti necessario poter creare uragani e tornado in modo artificiale. Con tali uragani e tornado artificiali si possono infatti contrastare gli uragani e tornado "naturali" fino a trasformarli in venti innocui.
Per capire come ciò sia possibile è opportuno riferirsi al seguente paragone meccanico.
Come si sa, gli ingranaggi sono ruote di acciaio sulla cui periferia sono presenti dei rilievi o denti, che si impegnano nelle cavità esistenti tra altri denti di altre ruote.
Tali ruote si chiamano ruote dentate e senza di esse il mondo industriale si fermerebbe.
Tali ruote dentate sono vincolate tra esse in modo che il movimento rotatorio di una costringe anche l’altra a muoversi in un certo specifico verso di ingranamento.
Per esempio se prendiamo due ruote ingrananti tra esse, il loro verso di rotazione è opposto: se una ruota gira in senso orario, l’altra ruota è costretta a girare in senso antiorario; più che "costretta" direi che volentieri si mette a girare anch’essa.

Nel senso che tale ingranamento di una coppia di ruote è un ingranamento funzionale, giacché da esso si può ricavare utilmente  una potenza ed una velocità di rotazione, come si vuole che siano.

Lo stesso succede se le ruote ingrananti fossero quattro e con il loro asse di rotazione posto ai vertici di un quadrilatero



Anche tale ingranamento a quattro ruote è funzionale, nel senso che esiste una ruota motrice ed altre tre ruote dentate che vengono "docilmente" trascinate da essa, assorbendo cioè una potenza minima.
Anche in tale tipo di ingranamento si hanno infatti versi di scorrimento delle periferie dentate di contatto di queste ruote che sono CONCOMITANTI, diretti cioè nello stesso verso.

PERCHÉ TRE URAGANI

Tale "concomitanza" è l’essenza stessa dell’ingranamento, giacché senza di esso non sarebbe possibile alcun trascinamento in rotazione di nessuna ruota:  tutto si fermerebbe.
Un esempio di tale condizione critica, ostativa assoluta, è costituito dall’ingranamento mediante TRE ruote dentate A, B, C.
Osservando infatti il seguente disegno vediamo che i versi che potenzialmente dovrebbero essere espressi dalle ruote dentate non sono concomitanti, bensì opposti, l’uno contro l’altro, l’uno che impedisce la rotazione dell’altro.



Uno stesso verso A1 della ruota A creerebbe un verso di rotazione B1 sulla ruota B che a sua volta creerebbe un verso di rotazione C1 sulla ruota C. Tale verso di rotazione  C1, uguale al verso di rotazione C2, sarebbe però contrario al verso A2 (uguale ad A1)  e pertanto impedirebbe alla ruota A di girare. Rimanendo ferma la ruota A non può esistere neanche il verso B1.
In sostanza, se si provasse a far girare una qualsiasi delle tre ruote A, B, C, ci si renderebbe conto che non è possibile, giacché l’ingranamento reciproco delle tre ruote impedisce qualsiasi rotazione ad esse.
Identificando una di tali ruote A, B, C con un uragano, possiamo capire che la sua rotazione, ovvero la velocità dei suoi venti, verrebbe impedita dalla creazione artificiale di altri due uragani nelle vicinanze.
Qualsiasi senso di rotazione avessero tali ulteriori due uragani artificiali, sarebbe sempre una rotazione che appena entra in contatto con le rotazioni degli altri due uragani la fermerebbe. I venti si scontrerebbero l’uno contro l’altro dissipando reciprocamente la loro energia in piccoli vortici caotici a bassa velocità.
Ecco dunque che, un qualsiasi uragano o tornado è eliminabile mediante la creazione di altri uragani. Come visto, la condizione ideale è quella di creare altri due uragani per creare la citata criticità del sistema cinematico.
Tuttavia, poiché la creazione artificiale degli uragani non è che genera la loro potenza distruttrice, bensì richiama verso il centro le energie di venti preesistenti nella zona geografica,
tale creazione artificiale degli uragani costituisce comunque sempre un frazionamento di esse energie e quindi una riduzione della velocità dei venti. Nel senso che si può, sì, agire nella condizione ideale di aggiungere due uragani artificiali, ma si può agire anche al fine di un frazionamento dell’energia presente nella zona geografica creando una molteplicità di uragani artificiali più piccoli e creatori di frantumazione dell’uragano naturale principale.
La scelta di una o dell’altra soluzione dipende dai mezzi che vengono usati per creare la depressione nel centro di rotazione dei venti che si intende creare.
Dalla potenza di tali mezzi deriva infatti l’estensione del raggio di influenza capace di attrarre masse d’aria periferiche con pressione più elevata che altrimenti andrebbero a rinforzare l’uragano naturale principale.
Come già accennato, tali mezzi sono di facilissimo reperimento: per esempio, navi-petroliere cooperanti a realizzare una corona di grandi fuochi, ognuna con il suo enorme bruciatore posto alla massima altezza della nave.
Le navi sono idonee sia per la grande quantità di combustibile che possono rendere disponibile, sia per il fatto che sono in grado di raggiungere in tempi brevi qualsiasi località dell’oceano dove si sta formando un uragano.

Qualora si dovesse intervenire a terra, invece di navi si dovrebbero utilizzare apposite grandi e numerose auto-cisterne dotate di propria torre-bruciatore, in grado di raggiungere qualsiasi località e lì raggrupparsi a creare l’enorme focolare necessario per la creazione dell’occhio dell’uragano artificiale. Nel caso invece si dovessero creare tornado artificiali, ciò sarebbe più facile, giacché si potrebbero usare grandi aerei da carico idonei a scaricare in blocco e da alte quote varie tonnellate di anidride carbonica solida frantumata (ghiaccio secco) in strutture di vincolo atte a disintegrarsi prima di giungere al suolo.



                                                                                                                              
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