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60.

RISPOSTE SU TEMI VARI


Riassunto

Un paio di mesi fa (13.10.2017) ho ricevuto una lunga e-mail inviatami da una persona estremamente gentile che diceva di essere un ragazzo siciliano di 33 anni, che si chiamava Pietro, che risiedeva a Bologna, e che aveva il seguente indirizzo di posta elettronica
Otep Blake       sentenced.pag@gmail.com.
Con questa lunga e-mail avente come Oggetto la parola "Curiosità" mi chiedeva cortesemente la mia opinione su cinque domande.
Se avessi risposto secondo la modalità Twitter avrei potuto essere considerato scortese.
Se avessi risposto secondo il mio stile, avrei dovuto scrivere almeno cento pagine.
Trovai un compromesso scrivendo una educata risposta di due pagine.
Evidentemente fu soddisfatto da tale mia risposta perché il 21.12.2017 mi scrisse nuovamente chiedendo la mia opinione su altre 9 domande.
Replicai a tale lettera dicendo che non ero nelle condizioni di poter esaudire le sue "curiosità", non escludendo la possibilità di una risposta futura (in modi e tempi differenti da quelli di una corrispondenza epistolare).
Essendo venuti meno i citati impedimenti, ora ho potuto scrivere le risposte alle prime due delle citate nove domande. Per rispondere anche alle altre domande è necessario che l’interlocutore non sia definito solo da un nickname, ma anche da altre referenze, più qualificanti. Referenze idonee a farmi capire che uso viene fatto delle mie opinioni, da me espresse come risposte ad un’intervista riservata, ma che non sia finalizzata a danneggiarmi. Sono consapevole del fatto che le mie opinioni potrebbero non essere condivise da tutti, ma l’interesse mostrato da varie "propaggini del Vaticano" e dalla stessa Santa Sede, segnalatomi da Google insieme ad intrusioni illegali nel mio sito, mi induce ad un atteggiamento più cauto.
Pertanto è qui esposta la mia opinione sui seguenti argomenti:

1) Estinzione dei dinosauri.

2) Significato delle piramidi egiziane.

In questo modo, detta opinione può costituire un mio libero omaggio alla generalità dei miei estimatori.



Risposta alla domanda:

I DINOSAURI SI SONO DAVVERO ESTINTI A CAUSA DI UN METEORITE?


I dinosauri erano rettili che hanno popolato la Terra per 150 milioni di anni, diversificandosi in forme idonee a vivere in qualsiasi condizione climatica.
Con ciò è pensabile che la loro funzionalità biologica fosse stabilmente eccellente. Addirittura si pensa che, i coccodrilli, costituiscano una loro espressione giunta fino ai nostri giorni.
Benché l’ipotesi di un meteorite che abbia sconvolto il pianeta Terra sia legittima, sussistono altre ipotesi che potrebbero essere compatibili con la loro scomparsa.
Tra queste, la presenza di esseri umani.
L’uomo ha infatti dimostrato di avere due caratteristiche estremamente vincenti: la sua capacità di aggregazione in decine, centinaia, migliaia di individui tutti con loro capacità di violenza finalizzate ad un solo obiettivo (le guerre fatte con gli eserciti), e la sua capacità di avvalersi di armi.
Per esempio, nel nostro mondo tecnologico i dinosauri non potrebbero esistere: essi verrebbero facilmente tutti uccisi uno per uno (basti pensare all’uso dei comuni carri armati).
In merito a ciò non si può non vedere che, attualmente, sulla Terra esistono solo animali NON PERICOLOSI per l’uomo e che sopravvivono solo perché volontà umane stabiliscono che sia così: orche, pescecani, balene, leoni, elefanti, bufali, coccodrilli, sono animaletti che qualsiasi uomo può uccidere con armi ed esplosivi comperati nel "negozietto sotto casa". Pertanto, il fatto che non esistano Dinosauri, potrebbe semplicemente essere una conseguenza della enorme superiorità degli uomini rispetto ad essi.
Il fatto che scheletri umani risalenti a molti milioni di anni non siano stati reperiti è, semplicemente, la conseguenza del fatto che più le strutture chimiche o biologiche sono evolute o complesse o superiori, più esse sono materialmente precarie, deteriorabili, polverizzabili.  Basti considerare che si trovano ossa pietrificate, e non certo cellule biologiche.
Tuttavia, al di là di queste ipotesi, io credo che la fine dei Dinosauri possa essere spiegata in altri modi. Nel senso che, la impossibile coesistenza tra umani e dinosauri, sia solo un fatto precedente il sostanziale sconvolgimento planetario suggerito dai ritrovamenti fossili.
Ciò è quanto si può dedurre osservando il nostro mondo contemporaneo.
La storia umana comincia in modo nebuloso o incerto appena diecimila anni fa.
Dei tempi precedenti possiamo dire solo che si era "nell’età della pietra" o giù di lì. Prove chiare ed indiscutibili su ciò che avvenne appena qualche decina di migliaia di anni fa non ce ne sono.
Basti dire che di certe costruzioni antiche non si capisce come sia stato possibile farle (per esempio, le piramidi di Egitto).
Tale fatto pone pertanto in evidenza che, l’attuale umanità, ha avuto inizio una decina di migliaia di anni fa.
Per maggiore chiarezza possiamo considerare che, prima di tale data, c’erano animali scimmieschi (pitecantropi); inoltre che, più si va all’indietro nel tempo, più si trovano animali sempre più "animaleschi" e sempre meno umani.
Per semplificare in modo sostanziale, si può dire pertanto che la storia umana conosciuta è cominciata diecimila anni fa.
Consideriamo, poi, la attuale situazione storica dell’umanità.
Come già detto, tale situazione pone in evidenza che, appena un animale è un po’ troppo pericoloso, o lo si uccide o lo si relega in luoghi sicuri (ad uso della curiosità dei turisti).
È difficile vedere leoni, elefanti, ippopotami, coccodrilli, che passeggino liberi nel marciapiede della casa in cui abitiamo. Sottocasa si possono vedere solo cani e gatti: bestioline che hanno intelligentemente capito che, per sopravvivere, devono avere la  caratteristica di non costituire un pericolo per l’essere umano. I lupi, gli orsi, che non lo avevano capito, sono spariti dalle nostre foreste: se adesso ce ne sono un po’, è solo perché qualche essere umano è riuscito a riportarceli ad a proteggerli.
Pertanto, se ci fossero stati dei dinosauri, a maggior ragione sarebbero stati fatti sparire già da molto tempo.
Considerando dunque l’attuale situazione storica umana, vediamo che l’umanità è divisa in base ad ideologie politiche, economiche e religiose.
Con tali divisioni si sono definite nazioni e raggruppamenti di nazioni.
Vediamo inoltre che tali raggruppamenti di nazioni sono dotati di armamenti di estrema evoluzione tecnologica dal punto di vista Atomico, Batteriologico, Chimico (la famosa guerra A.B.C). Sappiamo poi da evidenze sperimentali che, tali armamenti, hanno una capacità di distruzione di masse umane che è sufficiente per annientare per sempre ogni traccia di umanità dalla Terra.
Nel senso che, ipotetici sopravvissuti a tale guerra totale, morirebbero poi comunque per effetto delle radiazioni nucleari residue e dei veleni, sparsi nell’aria e nelle acque, i quali renderebbero nocivo qualsiasi cibo disponibile.
È inoltre facile riscontrare dalle cronache quotidiane che, le citate nazioni dotate di "Armi di distruzione di massa", si fronteggiano in un equilibrio molto precario.
Basti citare la NATO e le sue regole di coinvolgimento: è sufficiente che una nazione aderente a tale alleanza venga apparentemente aggredita da un nemico e, subito, tutta la NATO la difenderà con tutto il suo ARSENALE.
Ma tale arsenale chi lo gestisce?
Una guerra moderna non è mica una partita a scacchi, dove i giocatori stanno fermi a pensare con calma alla mossa successiva.
In una successione rapida ed incontrollabile di eventi partirebbero (da basi fisse e mobili, da sommergibili nascosti in qualsiasi oceano), migliaia di missili a testata atomica che, una volta partiti, possono creare solo danni incalcolabili.
Tali missili non sono semplici bersagli rispetto ai quali si possa dire: "Evviva, colpito!" Sono bersagli rispetto ai quali è obbligatorio dire: "Missile esploso in aria"! E se quel missile esplode nell’atmosfera, esso può espandere volutamente in essa la radioattività delle sue bombe atomiche; una radioattività capace di ricadere su ogni cosa vivente sulla Terra.
Da notare poi, che stiamo parlando di migliaia di missili e stiamo inoltre parlando della situazione "più ottimistica", in cui i moderni CANNONI LASER dovrebbero essere capaci di abbattere i missili nemici.
In questo ambito, se il nemico non fosse in grado di abbattere i nostri missili a testata nucleare, tali missili che vittoriosamente distruggerebbero i bersagli nemici, sarebbero innocui per noi che li abbiamo lanciati?
Mica tanto, considerando che i venti girano continuamente attorno alla Terra e distribuiscono ovunque i loro contenuti letali di tipo chimico, batteriologico e nucleare.
Da quanto ora detto è implicito supporre che, se finora non si è verificata la famosa terza guerra mondiale, è perché si ha la prudenza che nasce da un timore reciproco tra gli avversari.
Ma osservando i protagonisti politici dello scenario mondiale, voi li ritenete tutti ugualmente saggi, oppure, pensate che di qualcuno di essi ci sia poco da fidarsi? Se si chiedesse alla gente comune di fare una graduatoria di tali personaggi politici in base alla loro imprudenza, avremmo tante graduatorie completamente differenti, giacché a seconda del proprio schieramento ideologico il "pazzo" sarebbe sempre l’avversario!
Ciò dimostra che l’attuale equilibrio politico-militare tra le nazioni del mondo è molto, ma molto, ma veramente molto PRECARIO!
La sussistenza di tale precarietà rende legittimo pensare che, la famosa terza guerra mondiale, abbia molte possibilità di verificarsi.
E nel caso che avvenisse, cosa resterebbe della nostra civiltà tecnologica, industrializzata, moderna? NIENTE.
Più gli organismi sono involuti infatti, più sono semplici, meno sono fragili, cosicché certe ossa di grandi animali potrebbero rimanere intatte. Se poi consideriamo che l’Universo è un’entità che NON HA FRETTA è lecito supporre che stiamo parlando di vicende che si svolgono tipicamente in milioni di anni. Cioè, in periodi temporali in cui cataclismi vulcanici, meteoriti, hanno ampie possibilità di rimestare la crosta terrestre e l’atmosfera, con trasformazioni chimiche e fisiche sufficienti per ridimensionare radioattività e veleni a valori compatibili con un nuovo CICLO EVOLUTIVO.
Peraltro, la vastità e la mutevolezza del territorio del nostro pianeta consente la creazione di zone a differente vitalità. Una ottimale presenza di acque, di aria, di microorganismi, di vegetazione elementare, potrebbe favorire lo sviluppo di nuove forme di vita in certi territori, mentre altri territori potrebbero rimanere inospitali per millenni.
Il tutto, in tempi millenari che trasformano e ricreano la vita, secondo le finalità evolutive di tutta la materia dell’Universo.
Da quanto detto risulta pertanto che, di fatto, una civiltà umana impiega circa diecimila anni per passare dall’ETÁ della PIETRA all’ETÁ dell’AUTODISTRUZIONE mediante il Raggiungimento Critico dello sviluppo tecnologico (Bombe Atomiche, Missili, Sommergibili a propulsione e ad armamento nucleare); un’età della autodistruzione da cui si ritorna poi all’Età della Pietra.
Tornando infine alla domanda iniziale sul come si siano estinti i dinosauri, è consequenziale rendere evanescente la risposta. Infatti, negli oltre sessanta milioni di anni che si ritiene siano intercorsi dalla loro scomparsa ai giorni nostri, è pensabile che siano avvenuti 60.000.000 : 10.000 = ben seimila cicli evolutivi dall’ETÁ della PIETRA alla nostra CIVILTÁ delle MACCHINE.
Seimila tipi di umanità!
Detto ciò, penso che sia di maggiore utilità dedicare il nostro tempo futuro ancora disponibile al significato di tali Cicli Evolutivi.
Un significato da cercare nelle ragioni che possano stabilire gli estremi temporali di essi.
Ovvero: quando e perché cominciano? Quando e perché finiscono?
Un significato che, dalle mie scoperte, ritengo sia attinente la legge fondamentale dell’evoluzione di tutta la materia dell’Universo verso una condizione esistenziale limite, definibile divina.
Tale legge fondamentale è quella della creazione di un’energia vitale (energia psichica) che abbia una frequenza vibratoria (complementare alla frequenza vibratoria dell’energia elettromagnetica) sempre maggiore, resa fisicamente possibile dalla progressiva dissoluzione della massa materiale dei corpi.
Una dissoluzione che avviene mediante i processi digestivi, attraverso i quali si creano le reazioni chimiche esotermiche conseguenti all’aumento dello spazio inter-atomico delle molecole.
Reazioni chimiche esotermiche creanti l’emissione per irraggiamento nello spazio universale dell’energia elettromagnetica derivante dalla dissoluzione della massa.
Parlando di "processi digestivi" si giunge alle mie scoperte sull’alimentazione stabilenti che il fine di essa è il reperimento dell’energia psichica.
Si giunge poi all’esistenza di Angeli parassiti dell’umanità ed alla loro esigenza di pianificare le loro "scorte alimentari" mediante le mattanze chiamate guerre.
Mattanze che potrebbero prevedere la "Madre di tutte le mattanze", ovvero la fine del nostro attuale ciclo di 10.000 anni, che qualcuno ha chiamato Armaghedon.



Risposta alla domanda:

"COSA NE PENSA DELLE PIRAMIDI D’EGITTO? CONCORDA CON CIÒ CHE CI HA SEMPRE DETTO L’ARCHEOLOGIA UFFICIALE SULLA STORIA DEGLI EGIZI E DELLE LORO OPERE?".

Le piramidi dell’Egitto sono il risultato della follia creata dell’esercizio di un potere assoluto da parte dei Faraoni.
La vita umana è resa possibile (in un modo che è ancor più importante dell’alimentazione) da una incapacità dell’essere umano di percepire la realtà della propria esistenza. Nel senso che si vive solo nella misura in cui non ci si rende conto che si deve morire.
Le mie percezioni coscienti della realtà umana, infatti, vengono da me allontanate immediatamente: proprio perché troppo devastanti.
A prescindere da tutto quanto è stato detto sul dopo-morte (e che potrebbe essere vero anche nelle sue concezioni più ottimistiche o belle) di fatto, si vive solo non pensando alla morte.
Si vive cioè solo se la morte non esiste.
Un "non esiste" inteso sia nel senso che non si pensa mai ad essa (e quindi è come se essa non ci fosse), sia nel senso che la morte è considerata un attimo in cui si passa ad un’ulteriore vita migliore. Una vita ulteriore che nella sua espressione ottimistica è costituita dal paradiso e che, in altre condizioni esistenziali, è un’esistenza in cui è possibile mantenere la propria attuale identità, come se si fosse dei turisti tra popolazioni di altri luoghi sconosciuti.
Ciò significa che, tutto ciò che facciamo, ha in sé dei parziali riferimenti al fatto che si deve morire; dei riferimenti intesi non tanto in termini razionali limpidi, quanto piuttosto in termini di insinuazione di alcuni dubbi pessimistici. Ovvero significa che, tutto ciò che facciamo, lo facciamo sì perché la morte non esiste per le ragioni sopra citate, ma lo facciamo con poco entusiasmo. Uno scarso entusiasmo che ci deriva dal fatto  che si dovrà lasciare tutto ciò che abbiamo accumulato in termini di ricchezza e di benessere materiale.
Per aiutarsi ad accettare tale brutta eventualità, l’essere umano si è creato una società strutturata per generare ingiustizie, lotte, sofferenze; cioè tutte cose idonee a ridurre proporzionalmente il piacere di vivere.
Tipicamente, infatti, per vivere l’essere umano deve lottare e deve difendersi; ciò significa che, vivendo, egli crea anche il connesso dolore di ipotetiche sconfitte.
Peraltro, anche il suo corpo fisico passa da una condizione iniziale di esuberanza gioiosa presente in gioventù, ad una condizione finale della sua salute che diventa precaria quanto più esso invecchia.
Con la vecchiaia si riescono infatti ad accumulare vantaggiosamente tante amarezze, tante sconfitte, tanti dolori fisici di un corpo sempre più stanco.
Con la vecchiaia si ha cioè il vantaggio di poter dire: "Questa vita non mi piace più; non vedo l’ora di morire, di dormire per sempre".
Questa "fortuna" dei normali esseri umani (di poter ricevere dalla vita umiliazioni, sconfitte ed ingiustizie allo scopo di riuscire a non aver niente da perdere a seguito della propria morte) non è tuttavia posseduta dai potenti, dai vincenti.
Per essi la morte è un problema senza soluzione, una maledizione inaccettabile, impossibile, che può essere contrastata solo con una disperata follia.
Ecco pertanto che faraoni, imperatori e re si sono attribuite paternità divine e si sono e si sono convinti di essere loro stessi divinità immortali. In pratica, essi hanno capito "fischi per fiaschi". Nel senso che, è vero che sono diventati re e faraoni per l’azione di qualche divinità (Angeli), ma ciò non significa affatto che loro diventeranno divinità.
Come un gatto ed un cane domestici (nonostante siano padroni assoluti della casa come conseguenza dell’affetto che ad essi rivolgono i loro padroni) non devono illudersi di vivere quanto i padroni (cani e gatti vivono infatti una ventina di anni): tali bestie sono soggette a  morire, mentre i loro padroni continuano a vivere….
Mediante il potere che i loro avi conquistarono con la tipica prepotenza e violenza delle guerre e con l’interessato ausilio ad essi fornito dalle divinità angeliche, tali imperatori, re e faraoni convinsero i loro sudditi che era giusta qualsiasi cosa che (detti re e faraoni) dicevano o facevano.
I modi usati da tali imperatori per convincere i loro sudditi erano ovviamente i soliti modi presenti in ogni tempo e luogo: la prigione, la tortura, l’uccisione.
Così il popolo diventava fermamente convinto che il loro imperatore era una divinità eterna che aveva amicizie "altolocate" in paradiso.
Ciò implicava non solo che il popolo era sostanzialmente in condizioni di schiavitù di fronte ad un potere assoluto dell’imperatore, ma anche un altro aspetto utile.
Convincendosi che l’imperatore era un Dio, il popolo poteva infatti avere argomenti per pensare che oltre alla morte c’era un altro regno in cui, per varie strade, chiunque poteva accedere e, in qualche modo, vivere in eterno.
Così si giustificano i mausolei: costruzioni eccezionali di cui le piramidi egiziane sono un esempio. Un altro esempio è costituito dal Mausoleo di Alicarnasso (quarto secolo a.C., attuale Bodrum, Turchia), il quale è considerato una delle sette meraviglie del mondo antico.
Altri esempi significativi di mausolei sono anche quelli dell’imperatore romano Augusto, quello di Adriano (noto anche come Castel Sant’Angelo di Roma), dei Gordiani, di Diocleziano a Spoleto, di Teodorico a Ravenna.
Il più sorprendente è tuttavia costituito dalla tomba dell’imperatore cinese Qin Shi Huang ubicato a Xian e risalente agli anni 250 a.C. – 210 a.C.; sorprendente non solo per la sua vastità, ma anche per il fatto che in esso l’imperatore aveva voluto vi fossero sepolte migliaia di statue in grandezza naturale di suoi soldati, le quali dovevano proteggerlo dai pericoli che egli avrebbe potuto incontrare nell’al di là!


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